DEDALOMULTIMEDIA
24-09-20

guardia di finanza

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    Nell'ambito dell'attività di controllo e verifica della corretta erogazione di finanziamenti riferiti alla Politica Agricola Comune disposta dal Comando Provinciale di Enna, il gdfNucleo di Polizia Economico-Finanziaria, nel contesto dell'operazione "Terre di Nessuno" posta a contrasto delle frodi sugli aiuti all'agricoltura, ha dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo riguardante contributi comunitari indebitamente percepiti, per un importo complessivo di € 535.000,00, nei confronti di un fittizio imprenditore agricolo dell'hinterland catanese, operante anche in agro del Comune di Valguarnera Caropepe (EN), responsabile dei reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falso.

    Il sistema fraudolento disvelato dalla Procura della Repubblica di Enna, diretta dal Dott. Massimo Palmeri, già oggetto di pregresse investigazioni, prevede la falsa attestazione di un titolo di conduzione di terreni accompagnato dai cosiddetti "titoli di aiuto", spesso di provenienza delittuosa, quali chiavi di accesso ai finanziamenti diretti al sostegno e lo sviluppo dell'agricoltura nel territorio. 

    L'analisi della corposa documentazione acquisita, corroborata da indagini finanziarie e verifiche sui luoghi interessati, ha permesso di accertare, in concreto, la truffa perpetrata ai danni dello Stato e la totale assenza di qualsivoglia forma di investimento nelle aree agricole interessate.

    Quest'ultima attività riprende i precedenti sequestri operati dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Enna, sempre su delega della locale A.G., nel contesto dell'operazione "Terre di nessuno" che, solo degli ultimi 12 mesi, ha fatto registrare l'emissione di provvedimenti ablativi per € 3.297.000,00 circa. Le operazioni di servizio in rassegna hanno avuto la propria genesi nella provincia di Enna e si sono articolate nei territori dei "Nebrodi", interessando le provincie di Messina, Palermo e Catania.

    Le indagini effettuate si inseriscono nel più ampio dispositivo messo in atto dal Comando Provinciale di Enna, in aderenza alle direttive strategiche stabilite dal Comando Generale volte alla salvaguardia dei Bilanci Locali, Nazionali ed Europei, ed al contrasto di tutte le dinamiche delittuose in grado di alterare l'economia agricola locale, rispettosa delle regole del settore, per assicurare opportunità ed occasioni di lavoro in termini di sviluppo sociale.

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    I Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Enna, hanno svelato guardia di finanza ennaun collaudato sistema di frode perpetrato da 10 imprenditori, già operanti nei comuni di Enna, Catenanuova, Calascibetta, Pietraperzia, Regalbuto e Cerami, i quali hanno falsamente attestato agli uffici competenti di essere regolarmente iscritti al Registro delle Imprese Agricole. In questo modo ricevevano annualmente una cospicua assegnazione di carburante agevolato per l’agricoltura godendo della prevista riduzione delle imposte indirette (fino all’80%) applicate ordinariamente sulla fabbricazione e sulla vendita di tali prodotti (Accise – IVA).

    Ed è in questa differenza di imposta che si innestano le irregolarità come quella accertata dalle Fiamme Gialle ennesi che a seguito dell’analisi dell’attività economica del territorio di competenza e sulla scorta di una attenta ricostruzione della documentazione contabile acquisita presso i depositi di carburante, raffrontata con le schede di prelievo carburante agricolo (a regime agevolato), acquisite presso gli uffici preposti all’assegnazione e poi verificata con le informazioni incrociate con le risultanze delle banche dati in uso al Corpo, ha permesso di rilevare significative indebite cessioni di carburante agevolato a soggetti (comunemente denominati utenti motori agricoli “UMA”), risultati privi dei requisiti previsti dalla particolare normativa e quindi destinato ad un impiego non conforme all’uso esclusivo “agricolo”.

    L’attività della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Enna, a contrasto di tutte le forme di illegalità economica e finanziaria, ha permesso così di accertare una truffa ai danni dello Stato e la conseguente sottrazione al pagamento delle imposte indirette relativamente ad un quantitativo di carburante agricolo di oltre 25.000 litri.

    A seguito della segnalazione delle condotte alla Procura della Repubblica di Enna, con il deferimento di n. 10 soggetti per il reato di falso e truffa ai danni della Stato, il Sost. Proc. Dott. Francesco LO GERFO, che ha assunto la direzione delle indagini, coordinate dal Procuratore della Repubblica, Dott. Massimo PALMERI, ha disposto ulteriori accertamenti al fine di individuare eventuali analoghi illeciti perpetrati in altri comuni della Provincia ennese.

    A completamento delle operazioni sono in corso specifici controlli fiscali nei confronti delle imprese interessate per il recupero delle accise dovute (imposta indiretta applicata sulla fabbricazione dei carburanti) e dell’IVA, in frode all’erario per un totale sin qui accertato di oltre 18.000,00 euro.

    Risultano fondamentali i controlli sul corretto utilizzo del gasolio agricolo in una realtà come quella Ennese a forte vocazione rurale, finalizzati non solo a garantire il corretto assolvimento degli obblighi impositivi ma anche a tutela e garanzia di imprenditori onesti che pagano regolarmente le tasse ed utilizzano correttamente le agevolazioni fiscali concesse dal legislatore.

  • "Voglio esprimere un plauso agli agenti della Guardia di Finanza del comando provinciale di Enna della Tenenza di Nicosia che hanno  corraotratto in arresto in queste settimane soggetti esponenti della mafia dei Nebrodi. L'operazione Nebros II conferma l'attività mafiosa sui fondi europei e la validità dell'applicazione del Protocollo Antoci". 

    A dichiararlo è il parlamentare europeo del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao a proposito dell'operazione Nebros II condotta dalla Guardia di Finanza di Enna che ha dato esecuzione di diverse misure cautelari a esponenti di spicco della criminalità organizzata che operava nel territorio dei Nebrodi. 

    "Tra gli arrestati - spiega Corrao - ci sono soggetti indagati per l'attentato all'ex Presidente del Parco dei Nebrodi e poi archiviati. Tra questi c'è anche Foti Belligambi Giuseppe, soggetto noto alle Procure per indagini anche per omicidio. Duole riscontrare però che tale soggetto sia stato chiamato a dare un giudizio proprio sull'attentato ad Antoci in un programma televisivo trasmesso dalla Rai. E' chiaro che serve una battaglia di sensibilizzazione culturale. A Bruxelles ho ho già sollevato la necessità di istituire l'obbligo di pubblicazione dei dati relativi ai beneficiari dei fondi Pac e affrontare la gestione della stessa della Politica agricola comune, dato che in alcuni territori, come la Sicilia, ha finanziato la mafia anziché il reale sviluppo agricolo. Ho reso noto ai media internazionali che la mafia in Sicilia ha fatto sparire diversi milioni di euro. Occorre portare la formula del Protocollo anche in Europa - conclude Corrao -  e su questo ci sarà il mio massimo impegno".

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    Operazione della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Enna - Tenenza di Nicosia che, nelle scorse settimane, ha datonebros esecuzione a diverse misure di custodia cautelare nei comuni di Cesarò (ME), San Teodoro (ME).

    Tra i soggetti destinatari delle misure restrittive figurano elementi di spicco della criminalità organizzata di stampo mafioso operante nel territorio dei Nebrodi, coinvolti a vario titolo per i reati di “abuso d’ufficio”, “turbata libertà degli incanti” e “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”, commessi con l’aggravante del “metodo mafioso”.

    La presente attività di Polizia Giudiziaria scaturisce dall’evolversi della vicenda giudiziaria relativa all’operazione Nebros II; nell’ambito della sopraccitata operazione, in data 19.11.2018, personale della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Enna aveva dato esecuzione a n. 15 ordinanze cautelari emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Caltanissetta. Ai destinatari del provvedimento restrittivo veniva contestato a vario titolo il delitto di turbata libertà degli incanti, commesso avvalendosi della forza intimidatrice derivante dall’appartenenza all’organizzazione mafiosa “Cosa Nostra”, ed in particolare delle famiglie mafiose operanti nei Nebrodi.

    Nelle settimane successive agli arresti del novembre 2018, eseguiti dalle Fiamme Gialle ennesi, il Tribunale del Riesame di Caltanissetta, disconosceva l'aggravante del “metus” mafioso, e con ordinanza disponeva l'annullamento del provvedimento restrittivo e la scarcerazione di tutti i destinatari delle citate misure cautelari.

    Avverso tale ordinanza, la Procura Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, nella persona del Procuratore Capo, Dott. Amedeo Bertone, unitamente al Pubblico Ministero titolare delle indagini, Dott. Pasquale Pacifico, proponeva ricorso in Corte di Cassazione.

    A testimonianza della bontà delle indagini e delle conclusioni formulate dall’Autorità Giudiziaria inquirente, la Corte di Cassazione ha di recente accolto il ricorso presentato, sancendo e riconoscendo il metodo mafioso perpetrato dai seguenti indagati:

    Sebastiano FOTI BELLIGAMBI, nato a San Teodoro (ME) il 19/09/1970;

    Giuseppe FOTI BELLIGAMBI, nato a San Teodoro (ME) il 12/02/1972;

    Giovanni FOTI BELLIGAMBI, nato a Bronte (CT) il 21/04/1994;

    Anna Maria DI MARCO, nata a San Teodoro (ME) il 31/03/1977;

    Federica PRUITI, nata a Bronte (CT) il 20/07/1978;

    Angioletta TRISCARI GIACUCCO, nata a Cesarò (ME) il 11/10/1977;

    Vita CAVALLARO, nata a Bronte (CT) il 11/08/1980;

    circostanza aggravante che il Tribunale del Riesame aveva inizialmente escluso.

    Ad oggi, in esito alle nuove determinazioni del Tribunale del Riesame di Caltanissetta, formulate a seguito dell’accoglimento del ricorso da parte della Corte di Cassazione, sono stati complessivamente emessi ed eseguiti:

    n. 2 provvedimenti che hanno disposto l’applicazione della misura cautelare della custodia agli arresti domiciliari nei confronti di:

    Giuseppe FOTI BELLIGAMBI, nato a San Teodoro (ME) il 12/02/1972;

    Angioletta TRISCARI GIACUCCO, nata a Cesarò (ME) il 11/10/1977;

    n. 1 provvedimento impositivo della misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di:

    Sebastiano FOTI BELLIGAMBI, nato a San Teodoro (ME) il 19/09/1970.

    L’operazione NEBROS II della Guardia di Finanza di Enna s’inquadra nel più ampio contesto della lotta alla criminalità organizzata e della tutela della spesa pubblica, nella prospettiva di un’allocazione più trasparente ed efficiente di finanziamenti nazionali e comunitari garantendo attenta azione di controllo nelle procedure di affidamento di aree demaniali, in un territorio montano difficilmente accessibile e non di facile controllo, a tutela delle operose comunità montane in esso attive rispettose della legalità.

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    Con l'approssimarsi degli acquisti natalizi sono stati intensificati i controlli da parte della Guardia di Finanza di Enna in materia guardia di finanzadi sicurezza prodotti e tutela del “Made in Italy”. Nello specifico, il Nucleo Mobile del Gruppo della Guardia di Finanza di Enna, ha eseguito una serie di controlli presso rivenditori di articoli vari da regalo, casalinghi, giocattoli, cosmetici, abbigliamento e calzature. Il controllo dei Finanzieri, oltre al rispetto della normativa in materia di etichettatura, è stato esteso ad un più ampio accertamento sui componenti utilizzati nella realizzazione degli oggetti posti in vendita, verificando la presenza di composti e vernici considerati nocivi per la salute dalla legislazione nazionale e comunitaria. A tal proposito è stato consultato il sistema RAPEX (acronimo di RAPid EXchange of information system), attraverso il quale gli Stati membri dell’Unione Europa si allertano vicendevolmente circa i prodotti e i servizi che rappresentano un rischio grave per la sicurezza dei consumatori. In particolare, nel corso di un controllo in un emporio con sede in Enna sono stati posti in sequestro (oltre ad altri articoli risultati difformi rispetto alle prescrizioni del Codice del Consumo) numerose calzature ritenute dagli operanti potenzialmente tossiche e pertanto inviate al competente laboratorio per la sottoposizione ad analisi tossicologiche. Le analisi di laboratorio hanno effettivamente confermato che la suola delle calzature sequestrate, provenienti dalla Cina, conteneva una concentrazione superiore al consentito di Bis-2-etilesilftalato(DEHP). Materiale risultato tossico e pericoloso per la salute umana. Il Bis-2-etilesiftalato(DEHP) è un composto chimico utilizzato come additivo nella produzione di materie plastiche ma il suo impiego è stato bandito dalla Commissione Europea nei giocattoli e in alcuni prodotti in pvc in quanto risultato dannoso per l’apparato riproduttivo umano. Oltre al sequestro della merce, il venditore è stato denunciato a piede libero presso la Procura delle Repubblica di Enna per la violazione dell’art. 112 del Codice del Consumo, che prevede, oltre la reclusione da 6 mesi ad un anno, anche il pagamento di un’ammenda da 10.000 a 50.000 euro. L’azione dei Reparti delle Fiamme Gialle, diretti dal Comando Provinciale, nel corso dell’anno ha prodotto il sequestro presso punti vendita della provincia, di circa 10.000 “articoli contraffatti e/o insicuri”, tra questi quasi 2.000 prodotti, sono quelli risultati non conformi alle prescrizioni del Codice del Consumo, in quanto non adeguati agli standard di sicurezza, presentando dei rischi per la salute. L’intensificazione dell’attività del Corpo, svolta in conformità alle direttive strategiche stabilite dal Comando Generale, a contrasto degli illeciti economico-finanziari connessi al commercio di prodotti non sicuri e/o contraffatti persegue un duplice obiettivo: salvaguardare l’economia legale e gli operatori economici corretti e tutelare, principalmente, la salute e la sicurezza dei consumatori, con particolare riguardo agli anziani ed ai più piccoli.

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    Il Comandante Rapanotti si è recato in visita al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Enna. Accolto dal Comandante gdifinanzaennaProvinciale – Col. t. ISSMI Giuseppe Licari – il Comandante Regionale si è subito soffermato con il personale appartenente a tutti i Reparti, ai quali, dopo aver ricordato l’importanza della missione istituzionale affidata al Corpo, ed il forte impatto sociale delle attività svolte per la sicurezza economico-finanziaria del Paese, ha manifestato il proprio apprezzamento per l’impegno profuso e per i significativi risultati conseguiti dai Reparti. Nella circostanza ha ringraziato della loro partecipazione i rappresentati dell’Associazione Nazionale Finanzieri d'Italia - A.N.F.I., chiamati a rinsaldare il legame delle Fiamme Gialle, tra passato e presente. Nel corso della visita, il Colonnello Licari ha rassegnato i significativi dati dell’attività operativa svolta nel 2019, evidenziando la complessa e proficua azione di polizia economico finanziaria dispiegata in tutto il territorio ennese attraverso il Nucleo di Polizia Economico - Finanziaria, il Gruppo e le Tenenze di Nicosia e di Piazza Armerina, a tutela non solo degli interessi erariali, ma soprattutto di quella parte maggioritaria dell’economia sana, assediata da una congiuntura sfavorevole e dal proliferare di fenomeni illeciti di sistema, che ne aggravano gli effetti.

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    Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 72 del 10 settembre 2019 - 4^ Serie Speciale - è stata pubblicata la procedura di guardia di finanzaselezione per il reclutamento di 3 allievi finanzieri del contingente ordinario della Guardia di Finanza, riservata al coniuge e ai figli superstiti, nonché ai fratelli o alle sorelle del personale delle Forze di Polizia, deceduto o reso permanentemente invalido al servizio, con invalidità non inferiore all’80% della capacità lavorativa. Possono partecipare i cittadini italiani che, alla scadenza del termine per la presentazione della domanda, abbiano compiuto il 18° anno di età, non abbiano superato il giorno di compimento del 26° anno di età e siano in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado che consenta l’iscrizione ai corsi per il conseguimento della laurea. La domanda di partecipazione al concorso dovrà essere compilata esclusivamente mediante la procedura telematica disponibile sul portale attivo all’indirizzo “https:concorsi.gdf.gov.it”, seguendo le istruzioni del sistema automatizzato. I concorrenti, che devono essere in possesso di un account di posta elettronica certificata (P.E.C.), dopo aver effettuato la registrazione al portale, potranno accedere, tramite la propria area riservata, al format di compilazione della domanda di partecipazione. Sul predetto sito internet è possibile acquisire ulteriori e più complete informazioni di dettaglio sul concorso e prendere visione del bando.