DEDALOMULTIMEDIA
04-08-20

dunarea de jos 2020

Guardia di Finanza Enna

  •  

    Una confisca milionaria quella messa a segno dagli investigatori del Comando Provinciale dei Carabinieri di Enna e del confisca 1G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Caltanissetta, coordinati dalla D.D.A. della Procura della Repubblica di Caltanissetta.

    Un imprenditore agricolo residente a Valguarnera, G.S., già condannato per reati connessi alla criminalità organizzata, di fatto permise la latitanza da un esponente di spicco della mafia gelese, si è visto notificare un decreto di confisca a firma del Tribunale per le misure preventive del capoluogo ennese.Le indagini - svolte attraverso l’esecuzione di mirati accertamenti bancari e patrimoniali - hanno permesso di ricostruire l’evoluzione della consistenza del patrimonio immobiliare e mobiliare, nonché i movimenti delle attività imprenditoriali nel settore agricolo acquisiti nel tempo dalla famiglia dell'uomo. Già nel 2017 veniva disposto dal Tribunale del capoluogo ennese il sequestro di beni mobili e immobili riconducibili al soggetto, orain virtù citato provvedimento sono stati confiscati ed immessi in regime di amministrazione giudiziaria ben 349 ettari di terreno e n. 8 fabbricati ubicati nelle campagne dei comuni di Valguarnera, Aidone, Enna e Piazza Armerina, a cui si aggiungono n. 9 autovetture e n. 3 conti correnti bancari. Inoltre, ad essere colpite dal provvedimento del Tribunale di Enna vi sono n. 3 società operanti nel settore agricolo e zootecnico. I cespiti hanno un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro.

  • Lo scorso 13 novembre presso i locali della Camera del Lavoro di Enna, i Finanzieri Ennesi iscritti al SILF – Sindacato seggio gdfItaliano dei Lavoratori Finanzieri hanno dato vita al primo Comitato Provinciale dell’omonima categoria sindacale. La sentenza 120/18 della Corte Costituzionale ha sancito l’incostituzionalità del divieto di iscrizione ad organizzazioni sindacali da parte degli appartenenti ad amministrazioni militari. Da qui il passo è stato breve per arrivare alla nascita del primo Sindacato degli appartenenti alla Guardia di Finanza nato, con l’assenso del Ministro dell’Economia e delle Finanze lo scorso 27 febbraio a Roma, il cui primo segretario è Francesco Zavattolo. All’incontro tenutosi a Enna sono intervenuti, oltre agli iscritti, il Segretario Generale della CGIL di Enna Nunzio Scornavacche il quale congratulandosi per l’importante traguardo raggiunto si è reso disponibile alla massima collaborazione con la nuova categoria sindacale ed il segretario del SILP – GGIL, il Sindacato della Polizia di Stato Ennese, Marco Algeri che durante il suo intervento ha parlato delle varie conquiste sindacali ottenute negli anni in ambito nazionale e locale. Ad essere stato eletto, primo coordinatore provinciale del SILF – CGIL di Enna, con votazione unanime è stato Sandro Seggio. “La possibilità di aderire ad organizzazioni sindacali, - ha spiegato Seggio - per noi finanzieri, rappresenta un’occasione storica e fondamentale al fine di coniugare le tutele degli appartenenti alla Guardia di Finanza agli interessi dei cittadini quali legalità e sicurezza. Il SILF di Enna continuerà l’attività di proselitismo affinché quanti più iscritti possano avvicinarsi all’organizzazione”.

  •  

    Al termine del corso di formazione presso l’Accademia della Guardia di Finanza, dove hanno frequentato dal mese di settembre guardia di finanza avvicendamenti12018, il 16° Corso “Pavia 45 II” sono giunti al Provinciale di Enna: il - Sottotenente Carlo Donnini -, proveniente dal I Gruppo Roma ed il - Sottotenente Pierluigi Licchetta – proveniente dal Comando Generale Roma.

    I due qualificati ufficiali sono stati destinati dal Comando Generale del Corpo, alla Tenenza di Nicosia ed alla Sezione Tutela Finanza Pubblica del Nucleo Polizia Economica-Finanziaria, in sostituzione, rispettivamente del Capitano Cesare DI GIOVANNI trasferito al Comando della Compagnia di Padova e del Magg. Antonino Licciardello, in quiescenza per anzianità.

    Il Comandante Provinciale, Colonnello Giuseppe Licari, ringraziando per il pregevole apporto operativo fornito gli ufficiali cedenti il comando, ha ricevuto i neo

    sottotenenti, formulando l’augurio di buon lavoro negli importanti ed impegnativi nuovi incarichi, auspicando ogni massima soddisfazione professionale e personale.

  • Sequestrati oltre 10.000 prodotti posti in vendita senza certificazioni di conformità, sprovvisti delle più elementari Foto operazioni sequestroindicazioni circa la provenienza ed i dati dell’importatore, potenzialmente pericolosi per la sicurezza degli ignari compratori.

    L’operazione ha preso avvio da un controllo condotto dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Enna, diretti dal Cap. Beppe LA SALA, presso un bazar insistente in un Comune dell’interland ennese.

    Dopo i primi riscontri documentali sulla provenienza degli articoli posti in vendita, le Fiamme Gialle ennesi hanno controllato tutta la merce presente all’interno dei locali aziendali riscontrando, per numerosi prodotti, evidenti inosservanze alle normative vigenti, relative alla commercializzazione dei prodotti.

    Sono stati, pertanto, posti sotto sequestro svariate tipologie di prodotti relativi al settore casalinghi, giocattoli ed all’abbigliamento, tutti risultati potenzialmente pericolosi per la salute e l’ambiente in quanto sprovvisti dei requisiti tecnici previsti e disciplinati dal “Codice al consumo” e dalla normativa inerente la sicurezza dei prodotti di cui al D. Lgs 54/2011.

    I concomitanti accertamenti contabili e fiscali hanno, altresì, permesso di rilevare la presenza di n. 2 lavoratori irregolari.

    Al titolare dell’esercizio commerciale, per le violazioni riscontrate, sono state comminate sanzioni per oltre 70.000 euro.

    Le attività effettuate si inseriscono nel più ampio dispositivo messo in atto dal Comando Provinciale di Enna, in aderenza alle direttive strategiche stabilite dal Comando Generale, volto alla salvaguardia della salute dei consumatori, ed al contrasto di tutti quei comportamenti in grado di alterare la sana e leale concorrenza del mercato, sottraendo opportunità e lavoro agli imprenditori – operatori del settore - rispettosi delle regole.

  •  

    Prosegue l'azione del Comando Provinciale di Enna e dei dipendenti Reparti finalizzata alla ricerca e repressione dei più gravi e guardia di finanza 1024x540insidiosi crimini di natura economico – finanziaria e all'aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati.

    Le fiamme gialle del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria della Guardia di Finanza di Enna, hanno proceduto nell'ultimo anno a sequestri patrimoniali, in applicazione della normativa speciale antimafia che permette di aggredire i patrimoni riconducibili a presunti affiliati ad associazioni di tipo mafioso, qualora gli stessi patrimoni risultino sproporzionati rispetto al reddito dichiarato o non siano state comunicate le variazioni patrimoniali registrate nei patrimoni degli stessi.

    E' dei giorni scorsi, infatti, l'esecuzione di un decreto di sequestro di beni (ai sensi del D. Lgs. n° 159/2011 c.d. Codice Antimafia), emesso dal Tribunale di Caltanissetta – Sezione Misure di Prevenzione, concernente numerosi automezzi nella disponibilità di B. S., di anni 50, originario del Comune di Troina (EN), attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Caltanissetta per reati di mafia.

    Il provvedimento ha consentito il sequestro di un'ulteriore parte del patrimonio mobiliare illecitamente accumulato e riconducibile all'imprenditore Troinese, già destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere nell'ambito dell'operazione denominata "DISCOVERY 2", in quanto ritenuto appartenente al gruppo criminale operante nel territorio di Troina, dedito prevalentemente alla commissione di estorsioni e rapine, compiute con l'aggravante mafiosa.

    Si tratta in particolare di numerose autovetture poste in sequestro, tra cui spiccano due Mercedes ed un'Alfa Giulia di apprezzabile valore storico, oltre ad un fuoristrada ed un mezzo furgonato, cha vanno ad aggiungersi al precedente provvedimento ablativo, eseguito dalle Fiamme Gialle di Enna nello scorso Dicembre, riguardante 19 appezzamenti di terreno e 4 fabbricati, tutti nella disponibilità della parte, ricadenti nel territorio dell'ennese, pari ad oltre 200.000,00 euro.

    Sempre nell'ambito delle attività di prevenzione antimafia condotta dai Finanzieri del Comando Provinciale di Enna, volta al costante monitoraggio dei soggetti raggiunti da una misura definitiva di prevenzione personale per sospetta appartenenza alla criminalità organizzata, è stata, invece, esaminata la posizione di un sorvegliato della provincia di Enna già condannato per associazione di stampo mafioso, soggetto all'obbligo, per dieci anni, di comunicare al competente Nucleo di Polizia Economico - Finanziaria della Guardia di Finanza tutte le variazioni che intervengono nel proprio patrimonio, al non verificarsi della prescritta comunicazione scattano gravi sanzioni penali seguite dalla confisca dei beni non segnalati o del corrispettivo derivante dalla loro cessione a terzi.

    E' stato constatato che M.S. di anni 66, originario di Regalbuto (EN), coinvolto nel processo "IBLIS", aveva posto in essere una serie di improvvide operazioni immobiliari per oltre 600.000,00 euro omettendo di darne comunicazione. Per questi beni è stato disposto dal Tribunale di Enna il sequestro preventivo finalizzato alla confisca.

  •  

    Raggirava ignari risparmiatori che, riponendo fiducia nelle sue abilità professionali, affidavano gran parte dei propri risparmi con la guardia di finanzapromessa di fruttuosi profitti. Con questa accusa, già nel mese di Maggio di quest’anno, un consulente finanziario di professione, operante nella provincia ennese, veniva individuato e segnalato alla Procura della Repubblica dalle Fiamme Gialle del locale Nucleo di Polizia Economico Finanziaria. Per lui, a seguito di mirate indagini, si erano rilevate responsabilità in ordine ai reati di truffa ed appropriazione indebita per importi di circa 800.000 euro.

    Al fine di recuperare a tassazione i proventi derivanti dall’attività illecita di quest’ultimo, gli uomini del Nucleo P.E.F., guidati dal Cap. Beppe La Sala - recentemente assegnato al Provinciale di Enna, già Comandante del Gruppo di Termine Imerese (PA) - avviavano una verifica fiscale relativa agli anni compresi dal 2013 al 2017 rilevando, altresì, indebiti introiti conseguiti quali “redditi diversi”, frutto di reato. L’attività di investigazione tributaria consentiva agli inquirenti di accertare somme pari a circa mezzo milione di euro in violazione tributaria.

    Al termine degli accertamenti, il promotore finanziario, A.L. di anni 67, è stato deferito all’Autorità giudiziaria anche per omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, reato previsto per importi annuali evasi superiori ad euro 50.000,00.

    Su questa linea, prosegue l’incessante attività del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Enna, volta al perseguimento delle eterogenee forme di illeciti economico-finanziari, nonché alla salvaguardia della regolare circolazione dei capitali, a tutela dei cittadini onesti.

    L’attività in rassegna, in tal senso, evidenzia, ulteriormente, la connotazione investigativa -multidisciplinare delle Fiamme Gialle, conformemente alle direttive strategiche fissate dal Comando Generale, esclusiva prerogativa del Corpo in grado di prevenire e reprimere, trasversalmente condotte penalmente rilevanti, nonché di procedere alla contestazione delle relative violazioni a carattere tributario.

  •  

    Sequestrato dalle fiamme gialle di Enna, in esecuzione di un decreto del Tribunale di Caltanissetta – Sezione Misure di guardia di finanzaPrevenzione - adottato ai sensi del codice antimafia - l'intero patrimonio immobiliare nella disponibilità di B. S., di anni 50, imprenditore originario del Comune di Troina (EN), coinvolto nell'operazione denominata "DISCOVERY2". Il provvedimento ablativo in parola ha riguardato ben 4 fabbricati e 19 appezzamenti di terreno tutti ricadenti in territorio di Troina (EN), per un valore di centinaia di migliaia di euro. Il predetto, già sottoposto a misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno e tuttora detenuto per il reato - tra gli altri - di associazione mafiosa - in forza della condanna a 13 anni di carcere confermata nel mese di novembre u.s. dalla Corte di Appello di Caltanissetta,  è stato ritenuto connotato da una pericolosità sociale - qualificata dall'appartenenza alla criminalità organizzata "cosa nostra" operante nel territorio di Troina (EN), legata al clan catanese Santapaola. Al riguardo i Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria alla sede, coordinati dal Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Caltanissetta - Direzione Distrettuale Antimafia, Dr. Santi Roberto Condorelli - valorizzando le funzioni proprie della Guardia di Finanza nella prevenzione e contrasto ad ogni forma di infiltrazione della criminalità nel tessuto economico del Paese, e di aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati – attraverso articolate e complesse indagini, dimostravano che il precitato B. S. aveva destinato i proventi derivanti dalle molteplici attività illecite,  nell'acquisizione di beni immobili, molti dei quali cointestati con terzi sodali dell'organizzazione mafiosa, pertanto il solido quadro indiziario fornito dalle Fiamme Gialle all'Autorità Giudiziaria è stato ritenuto idoneo a consentire il sequestro dei patrimoni di origine illecita. In particolare, l'analisi attenta e meticolosa della documentazione acquisita ha permesso di evidenziare come tale patrimonio immobiliare sia stato ritenuto, dai militari operanti, in evidente sproporzione rispetto ai modesti redditi dichiarati. Tali valutazioni sono state fatte proprie dal Tribunale nisseno che, in accoglimento della proposta di sequestro in argomento, ha emesso il provvedimento cui è stata data recente esecuzione. I beni sopra menzionati sono stati affidati ad un amministratore giudiziario incaricato dal Tribunale. Il provvedimento eseguito testimonia, ancora una volta, la costante ed incessante azione della Guardia di Finanza di Enna a contrasto della criminalità organizzata ed ai tentativi di inquinamento dell'economia legale, con effetti distorsivi sulla libera concorrenza, in pregiudizio degli operatori rispettosi delle regole.