DEDALOMULTIMEDIA
11-12-19

Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani

  • Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani in occasione della Giornata Internazionale degli insegnanti giornata mondiale insegnantiistituita dall’UNESCO nel 1994, intende porre l’accento sulla figura dei docenti come professionisti della formazione e mettere in evidenza il loro preziosissimo ruolo di guida dei nostri giovani. Dal 1994, quindi, ogni 5 ottobre vengono commemorate le organizzazioni di insegnanti di tutto il mondo. Tale giornata permette di riflettere sul ruolo importante e difficile degli insegnanti e sulle tante sfide che quotidianamente essi ,oggi, si trovano ad affrontare.

    E’ opportuno ricordare che le Nazioni Unite, tra gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, riconoscono gli insegnanti come soggetti chiave per favorire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva. Tra gli Obiettivi comuni che i 193 Paesi membri dell’Onu si sono impegnati a raggiungere entro il 2030, un posto di rilievo è occupato dalla funzione educativa dei docenti i quali sono investiti, tra le altre cose, della responsabilità di portare in classe i valori dell’Agenda 2030. Si tratta di un compito singolare che dovrebbe solo accrescere l’importanza che da sempre ha avuto questo mestiere, il nostro.

    In tutte le epoche, indipendentemente dai metodi pacifici o violenti adoperati, non mancava mai il rispetto e a volte la venerazione verso la figura dell’insegnante, di colui che aveva la responsabilità di istruire coloro che all’interno della nostra società rappresentavano il futuro, la frontiera del domani. La figura del maestro è sempre stata profondamente rispettata perché rispecchiava la sincera esigenza di apprendere da coloro che erano ritenuti saggi. L’insegnante era importante perché tramandava ai posteri una solida e indispensabile conoscenza e trasmetteva ai più giovani la passione per lo studio.

    L’insegnamento quindi era un lavoro, un mestiere, una professione, un’arte. Un’arte forse per pochi, che richiedeva talento, competenza, inventiva. L’insegnante era uno specialista del sapere perennemente impegnato nell’avventura intellettuale. Nessuno doveva subirlo, perché insegnava certamente ciò che nei libri non si poteva trovare, insegnava in primis la sua specialità e poi qualche altra straordinaria cosa. Insegnava l’onestà, il desiderio di sapere, il coraggio di riflettere. Ed educava insegnando.

    Quello dell’insegnamento è sempre stato uno lavoro straordinario e difficile. Negli ultimi tempi, almeno per quanto riguarda la situazione del nostro Paese, l’insegnamento è diventato un lavoro usurante, frustrante e sempre più povero di soddisfazioni. Probabilmente questo è dovuto all’irrimediabile conseguenza dei continui tagli che negli anni ha subito la scuola pubblica. Ciò ha portato a stipendi sempre più bassi per maestri e professori e soprattutto a un numero di cattedre ridotto al minimo (con conseguente aumento del precariato)

    La cronaca, inoltre, ci consegna troppo spesso l’immagine di una scuola che arranca, di una scuola sofferente dove insegnanti, alunni e genitori, faticano a realizzare quella alleanza educativa indispensabile per la formazione dei giovani. Eppure gli insegnanti ce la mettono tutta. Ce la mettono tutta anche se mancano le risorse, anche se c’è poco personale, anche se le classi sono troppo numerose, anche se la burocrazia è sempre maggiore e i corsi di aggiornamento sempre di più e i compensi, almeno nel nostro Paese, tra i più bassi in Europa. Gli insegnanti ce la mettono tutta perché amano il loro lavoro.

    Il CNDDU, alla vigilia di una giornata così importante per chi opera nel campo della formazione e dell’insegnamento, ci tiene ad affermare senza polemica alcuna e con spirito critico che molto spesso i docenti sono solo il capro espiatorio dei mali della società, anche se purtroppo appaiono come i colpevoli nel degrado dei comportamenti dei più giovani e della mancanza di competenze di questi ultimi.

    Siamo fortemente convinti, e lo ribadiamo ancora, che non ci si può improvvisare insegnanti, perché ci vuole tanto studio e una preparazione che non è solo competenza tecnica sull’argomento, quella è data per scontato. Bisogna acquisire una capacità comunicativa per diventare affidabili e validi agli occhi dei nostri studenti i quali devono poter scommettere su di noi e vincere questa scommessa. Spesso chiediamo ai ragazzi curiosità, e ripetiamo loro che se manca quest’ultima manca tutto. Ma noi siamo abbastanza curiosi di loro? Siamo ironici? Parliamo la loro stessa lingua o saliamo sulla cattedra per segnare distanze, perderli e non ritrovarli più?

    Le incombenze scolastiche sono tante, i pacchi di compiti da correggere anche. E c’è sempre un nuovo progetto da buttar giù. Noi del CNDDU lo sappiamo bene, siamo anche noi docenti e la scuola è casa nostra. Solo che a volte questa casa è caotica e stressante. Ma non molliamo! Non facciamoci prendere dallo sconforto, miglioriamo noi stessi, se vogliamo migliorare loro. E poco importa se quella collega somiglia alla maestrina dalla penna rossa o se quel collega invece ricorda gli austeri maestri del tempo che fu. Magari i nostri studenti hanno bisogno di entrambi e da entrambi possono imparare qualcosa. Del resto, la scuola insegna che c’è posto per tutti al mondo! Buon proseguimento, cari colleghi! E buona meritata festa!

     

    Prof.ssa Rosa Manco

    Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani

     

     

    La Sezione “Parliamone Insieme” è riservata a quanti hanno da dire qualcosa apponendo la propria firma agli scritti inviati alla Redazione. La Redazione controlla soltanto che non vi sia un linguaggio scurrile e offensivo. Chi si firma è responsabile del suo operato e solleva la Redazione da ogni responsabilità.

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    Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani in occasione della Giornata Internazionale Guerra in siria 3delle Nazioni Unite che si celebra il 24 ottobre, intende ripercorrere i momenti più significativi della storia dell’Onu per fare una riflessione sull’organizzazione che oggi più assomiglia a un governo mondiale.

    La Giornata delle Nazioni Unite è una ricorrenza internazionale che il 24 ottobre di ogni anno ricorda l’entrata in vigore dello Statuto delle Nazioni Unite (24 ottobre 1945). Quest’ultimo fu il documento fondante che seguì la nascita ufficiale dell’organizzazione. E’ opportuno ricordare che la costituzione dell’Onu non era un fatto scontato alla fine della Seconda guerra mondiale, perché dopo il naufragio della Società delle Nazioni, dovuto alle ambizioni e alle rivalità dei singoli Stati, bisognava davvero essere dotati di una massiccia dose di idealismo per credere che ripetere l’esperimento, fallito appena venticinque anni prima, avrebbe sortito risultati diversi. Ma tali risultati si raggiunsero certamente grazie al grande contributo di intellettuali, attivisti e politici animati da ideali autentici e dalla volontà di sanare le macerie umane dei sopravvissuti, usciti dalla Guerra con l’orrore ancora negli occhi per tutte le violenze subite o perpetrate negli anni della cancerosa parabola del Nazi-fascismo. Si trattava di un obiettivo nobilissimo, ma assai complesso. Con la costituzione di un governo sovranazionale garante di Democrazia, Pace e Libertà, i paesi membri attraverso uno statuto che avrebbe trovato da lì a poco la sua urgente applicazione, condannavano con la virtù del Diritto tutto quello che la guerra, come un virus letale, aveva portato, a partire dal clima malato di razzismo nel periodo antecedente ad essa. E così, condannavano l’ingiustificabile violenza di massa, le esecuzioni sommarie, le rappresaglie, gli stupri. Perché se la guerra fu la morte in atto, la liberazione dal Nazi-fascismo fu anch’essa accompagnata da una inarrestabile sete di vendetta che non fece altro che aggiungere violenza, alla violenza appena consumata.

    Bisognava rinascere. Bisognava risorgere. Le Nazioni Unite questo lo sapevano. E così Stati Uniti, Regno Unito, Russia e Cina, più altri 26 paesi, unirono le loro forze per impedire il ripetersi di una nuova guerra mondiale. Con il tempo, inoltre, i Paesi membri iniziarono ad allargare il campo delle loro competenze e concentrarono i loro sforzi per ostacolare le discriminazioni, per cancellare la povertà, per debellare malattie mortali come vaiolo e poliomielite. Secondo quanto disposto dallo Statuto, l’Onu avrebbe svolto quattro fondamentali funzioni: mantenere la Pace e la Sicurezza internazionale, sviluppare relazioni amichevoli fra le nazioni, cooperare nella risoluzione dei problemi e promuovere il rispetto per i Diritti Umani.

    Sono passati ormai settantaquattro anni dalla creazione dell’Onu. E’ inevitabile guardarsi indietro, ripensare a ciò che è stato e fare bilanci. Possiamo quindi affermare con certezza che l’Onu nel campo dello sviluppo ha ottenuto grandi successi, perché è riuscito a bloccare ad esempio la diffusione di malattie importanti e a controllare la malnutrizione. I maggiori successi poi sono stati raggiunti nel campo della protezione perché il movimento dei Diritti Umani, di cui il CNDDU si fa portavoce nel nostro Paese, ha influenzato non solo i Governi, ma anche i popoli e gli individui. Le Nazioni Unite non sono riuscite, invece, anche attraverso le forze di pace, a impedire il radicalizzarsi di violentissimi scontri armati che molto spesso hanno portato alla morte di milioni di persone. Questo spinge quindi a cercare di capire come possa essere riformata l’organizzazione per renderla più efficiente e preparata a gestire i pericoli che può correre il mondo oggi. È innegabile, però, che senza l’Onu, la storia degli ultimi settant’anni avrebbe avuto sviluppi differenti.

    Il CNDDU, alla vigilia di una giornata così importante perché rievoca la storia nazionale e internazionale dei paesi che fanno parte delle Nazioni Unite, intende riconoscere tutti gli sforzi fatti dall’Onu dal 1945 a oggi, per trasformare i pericoli, sempre imminenti per il mondo, in civile dibattito. E anche se non sempre le Nazioni Unite sono riuscite a garantire la Pace promessa ai popoli e agli uomini, nessuno può mettere in discussione il valore di questa straordinaria Torre di controllo senza la quale sarebbe stato difficile, per tutti, rialzarsi dopo gli Anni del Disastro.

    Ma siamo davvero fuori dagli Anni del Disastro? Purtroppo la cronaca ci racconta lo strazio di popoli che ancora non trovano tregua alla loro sofferenza. Sono settimane ormai che il popolo curdo della Siria, il popolo senza Stato, viene bombardato incessantemente dalle forze dell’esercito turco, il quale non si ferma nemmeno davanti a edifici pubblici e strutture mediche. I raid aerei si scagliono con violenza su obiettivi civili, e stando alle informazioni dell’Osservatorio siriano per i Diritti Umani, non hanno rispettato la Tregua. Le prime vittime di questa folle guerra sono ovviamente bambini innocenti che hanno come unica colpa quella di essere nati dalla parte sbagliata del mondo! Il bilancio è pesantissimo: si parla di 60 mila sfollati. L’Onu nella persona del suo portavoce, Rupert Colville, parla di gravi violazioni internazionali che costituiscono crimini di guerra, per tali ragioni le Nazioni Unite stanno verificando le responsabilità della Turchia che potrebbe essere ritenuta responsabile del genocidio del popolo curdo. E mentre il leader turco minaccia l’ Unione europea di inondarla di profughi, le speranze del mondo civile, affinché il massacro del popolo curdo abbia fine, si raccolgono ancora una volta attorno all’Onu, che come sempre rappresenta l’ultimo baluardo di Pace.

    Come sempre, alla vigilia di giornate così importanti, chiediamo ai docenti della scuola del nostro Paese di coinvolgere gli studenti in attività o lezioni che possano destare interesse e partecipazione e fornire nuovi stimoli per il recupero di una memoria collettiva che è fondamentale per la costruzione del presente. Umberto Eco, nella Lectio magistralis tenuta in inglese al palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, a New York nel 2013, invitava le nuove generazioni, da entrambi i lati dell’Oceano Atlantico, a non perdere la memoria storica. E noi siamo fermamente convinti che ripercorrere la storia delle Nazioni Unite è proteggere la memoria storica. Il 24 ottobre, non facciamoci trovare impreparati e non lasciamo impreparati i nostri studenti, anche se il cielo di Siria per ora non conosce ancora l’azzurro, raccontiamo loro che in tanti altri posti del mondo nel cielo è tornato l’azzurro, mostriamo loro lo splendido colore azzurro della bandiera dell’Onu e indichiamogli la mappa del mondo protetto da due rami d’ulivo. Poi raccontiamo ai nostri ragazzi una storia bella, la storia di popoli a lungo in contrasto, che si sono inferti le più profonde ferite, e che alla fine hanno scelto di camminare insieme, per costruire con impegno e fatica un mondo migliore.

     

    Prof.ssa Rosa Manco

    Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani

     

     

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  • Il Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei diritti umani manifesta la propria adesione alla mobilitazione mondiale climaper il clima e ne promuove la partecipazione indetta per giorno 27 settembre in Italia.

    All’indomani del Vertice sull'azione per il clima del Segretario generale delle Nazioni Unite a New York, l’attenzione dei governi verso la crisi climatica sembra essersi rafforzata. Gli impegni presi per raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2050, per incrementare gli investimenti climatici e quelli per potenziare l’uso delle energie rinnovabili, per proteggere la natura verso un percorso di neutralizzazione dell’uso del carbonio porteranno, se mantenuti, alla vera svolta climatica verso il risanamento del nostro pianeta.

    Riuscire ad affrontare la crisi climatica con positività implica delle azioni concrete verso l’ecosistema, come testimoniato da alcuni tra gli ambientalisti più rivoluzionari: Wangari Maathai e Felix Finkbeiner.

    Wangari Maathai è stata la prima donna africana a ricevere, nel 2004, il premio Nobel per la Pace per il suo impegno nella difesa delle donne, della democrazia e nella lotta alla deforestazione del Kenia. Fondatrice del movimento della Cintura Verde (Green Belt Movement) riuscì a promuovere la cultura ambientalista fino ad ottenere la piantagione di 30 milioni di alberi nel suo paese.

    Felix Finkbeiner è un ragazzo tedesco che, all’età di 9 anni, ha sviluppato l'idea che i bambini potessero promuovere la giustizia climatica piantando un milione di alberi in ogni paese, lanciando così la campagna Plant-for-the-Planet, animato dal motto “smetti di parlare, inizia a piantare”, grazie al quale sono stati piantati 15 miliardi di alberi in tutto il mondo.

    In occasione della settimana per il clima, il CNDDU indica alcune proposte didattiche da avviare nelle scuole al fine di sensibilizzare gli alunni sulla crisi climatica ed ispirare azioni concrete per il clima:

    -per la scuola dell’infanzia, la visione del cortometraggio “Sarò un colibrì” di Bil Beneson e Gene Rosow in cui Wangari Maathai racconta la storia di un piccolo colibrì e delle sue azioni per salvare una grande foresta in fiamme;

    -per la scuola primaria e secondaria, la visione del servizio di Innovation (edito da La7) “Plant for the Planet” contenente un’intervista a Felix Finkbeiner e l’illustrazione delle sue azioni;

    -per la scuola secondaria, la visione del documentario di sensibilizzazione sul problema del riscaldamento globale “Una scomoda verità” (An Inconvenient Truth) di Davis Guggenheim, vincitore del premio Oscar nel 2007;

    -per ogni ordine e grado, inoltre, si propone la piantagione di un albero nei giardini di ogni scuola d’Italia, ovvero in uno spazio pubblico, coinvolgendo gli alunni nella cerimonia di collocazione ed in azioni quotidiane di cura dell’albero.

    -per ogni ordine e grado, infine, si propone ad ogni scuola l’avvio di una vera propria adozione di luoghi (come le cascate, i torrenti, ghiacciai ecc.), animali ( come l’ape, il gorilla, il koala, l’orso polare, il panda ecc.) o piante (come il baobab o il pino di Paranà ecc.) per i quali è stato accertato il pericolo di estinzione al fine di coinvolgere gli alunni nella pianificazione di azioni concrete a tutela della specie prescelta.

    prof. Romano Pesavento           

    prof.ssa Veronica Radici

     

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    Il 10 dicembre si celebra la storica istituzione della Giornata internazionale dei diritti umani. A 71 anni dalla proclamazione e presentazione del documento al mondo, da parte di Eleanor Roosevelt, molti sono i traguardi conseguiti e tante le sfide da affrontare. Paradossalmente, proprio ora che i diritti umani vengono “sbandierati” in ogni contesto, anche strumentalizzati in molti casi, ci si rende conto che costituiscono una conquista precaria per i paesi occidentali e un lontano miraggio per le svariate zone del pianeta abbandonate a sé stesse, in cui arbitrio, illegalità e violenza si sostituiscono all’esercizio della giustizia e alla tutela della persona. Infatti oggi si parla di negazionismo, di crescita dei fenomeni connessi all’odio raziale, religioso e di genere; il linguaggio nei confronti delle categorie vulnerabili della società diventa sempre più offensivo e minatorio; si assiste addiritti umani una strana dicotomia, soprattutto sul web: da una parte ci si indigna per la gratuità di alcuni atteggiamenti prevaricatori e aggressivi, dall’altra parte si indulge al cinismo, bistrattando quello che viene sprezzantemente definito “buonismo”, mentre invece costituisce semplicemente il rispetto del prossimo nella sua globalità e individualità. La nostra non è purtroppo una società educata ai valori umani; nelle famiglie, troppo spesso, per svariate ragioni, mancano i presupposti per consentire un rapporto armonico dell’adolescente con il mondo esterno; la difficoltà di stabilire relazioni empatiche tra giovanissimi, l’incertezza del futuro incidono pesantemente sulla percezione del reale, motivo per il quale le facili soluzioni della “segregazione” – derisione – eliminazione del diverso diventano la panacea globale. Il Coordinamento, esprimendo il più totale dissenso dalla liturgia dell’odio belluino di massa, rinnova invece la sua fiducia nell’educazione, nel dialogo, nella comprensione e divulgazione dei temi umanitari e civili evidenziati anche nella DUDU, i cui contenuti possono trovare degna collocazione nell’ambito della terza edizione delle Olimpiadi Digitali dei Diritti Umani, il cui progetto è stato presentato nel bando Monitor 440 del MIUR. In tale giornata le scuole siano lievito di pace e diventino laboratorio operativo per l’educazione all’umanità; invitiamo gli insegnanti degli istituti di ogni ordine e grado, dopo aver letto il preambolo e sollecitatane la pubblicazione sul sito di riferimento scolastico, a ricordare l’operato e alcuni nominativi dei tanti attivisti per i diritti umani del pianeta vittime di violenze e soprusi. #noiperunmondomigliore. “È meglio la peggiore delle democrazie della migliore di tutte le dittature.” (Sandro Pertini)

     

    Romano Pesavento presidente CNDDU

     

     

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    Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ha aderito alla Giornata Nazionale Sindrome di Down (13 downottobre) indetta dal Coordinamento nazionale associazioni delle persone con sindrome di DOWN. Lo slogan della giornata “Non lasciare indietro nessuno” racchiude in sé il messaggio fondamentale dell’inclusione come valore fondamentale all’interno delle comunità scolastiche. I Docenti dei diritti umani stanno promuovendo in ogni scuola il video LEA GOES TO SCHOOL | March 21 – World Down Syndrome Day | #IncludeUsFromTheStart realizzato da DSi – Down Syndrome e con il contributo di Down Syndrome Australia, Down’s Syndrome Association (UK) All Means All _ The Australian Alliance for Inclusive Education, Movimento Down (Brazil). La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, adottata dall’Assemblea Generale nel 2006, ratificata dall’Italia nel 2009 e sottoscritta da 160 paesi rafforza il concetto presente nell’art.1 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.Sarebbe formativo e stimolante dedicare una settimana a simili patologie che non devono costituire motivo di ostacolo rispetto alla routine didattica, ma fonte di creatività progettuale ed in definitiva una concreta opportunità di crescita per tutta la comunità scolastica. “Voi ridete perché sono diverso io rido perché siete tutti uguali” (Kurt Cobain)

    Il Coordinamento Nazionale Docenti disciplina dei Diritti Umani

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    Il Coordinamento nazionale docenti e dei diritti umani, intende proporre alcune segnalazioni nelle quali si evidenziano i tanti disagidocenti cui sono sottoposti da quasi cinque anni gli insegnanti e le relative famiglie penalizzate dall’algoritmo del piano di assunzione della Buona Scuola legge 107/2015, applicato in molti casi senza troppo criterio. Osea racconta la sua esperienza: “Esiliata legge 107,vittima dell'algoritmo farlocco, mentre la politica tace noi esiliati frantumiamo il silenzio con le nostre esperienze di vita. Nessuno faccia finta di non sentire, nessuno dica di non sapere. Non permetteremo cada il silenzio. I nostri territori, le nostre famiglie ci reclamano. #rivogliamolenostrevite. Lo scorso anno a Dicembre mia mamma si frattura una vertebra ma io non posso assisterla poiché con la 107 sono di ruolo a Firenze. Per Natale pago un biglietto aereo, il 21 dicembre, 280 euro ma causa maltempo mi fanno partire il giorno dopo alle 14. Finalmente arrivo a casa, dove ho lasciato marito e figlio e passo le vacanze natalizie a cercare un bravo ortopedico e fisioterapista per mia mamma. Riempio il congelatore di cose già pronte per essere solo scongelate, vado a comprare maglioni e scarpe a mio figlio che nel frattempo è cresciuto senza di me. Giorno 6 gennaio ritorno a Firenze con un biglietto aereo costato 220 euro e il 7 mattina sono in classe. A fine gennaio provo a scendere a casa, anche solo per 36 ore ( e non vi dico quanto ho pagato i biglietti), per abbracciare mio figlio e vedere come sta mia madre ma il volo parte in ritardo, viene dirottato a Palermo e quindi arrivo a Catania alle 00:45 del giorno dopo. Mi sono rimaste 28 ore, respiro casa e riparto. #esiliatilegge107.”

    Agata ci scrive una riflessione circa le procedure di mobilità:

    “Il D. Lgs 30 marzo 2002 n. 165 stabilisce che "Le amministrazioni, prima di procedere all'espletamento di procedure concorsuali finalizzate alla copertura di posti vacanti in organico, devono attivare le procedure di mobilità". L'istituto della mobilità va, quindi, esperito PRIMA di attivare le suddette procedure di reclutamento concorsuale, né consegue che la P. A. può procedere alle nuove assunzioni solo se tutte le domande di trasferimento dei docenti di ruolo siano soddisfatte.

    Un ulteriore strumento a favore dei docenti di ruolo fuori sede sarebbe la mobilità compensativa ovvero l'utilizzazione del personale scolastico in altri settori della P. A. secondo il D. P. C. M. 325/1988.”

    Maria Grazia ci sollecita ad andare avanti:

    “Grazie mille perché ci state sostenendo e per noi vuol dire tantissimo. Siamo stremati e non sappiamo davvero che fare...

    Non ci abbandonate, siete il nostro unico punto di riferimento, il vostro supporto psicologico é per noi di fondamentale importanza per non soccombere ad una situazione realmente drammatica. Speriamo che riuscirete a mediare con il ministro affinché prenda provvedimenti seri sulla questione.”

    In considerazione di quanto riportato, il Coordinamento auspicherebbe un incontro con il Ministro, prof. Lorenzo Fioramonti, onde discutere le problematiche in oggetto ed individuare le soluzioni più appropriate. Il Coordinamento esprime forte rammarico per il fatto che la questione esiliati legge 107/2015 non sia mai stata presa in seria considerazione, dal momento che il problema sussiste ancora, a parte alcuni episodici attestati pubblici di solidarietà. Alle famiglie non servono le parole; alle famiglie occorrono stipendi integri e serenità, quella che manca da anni.

    Confermiamo, come è sempre stato nella linea della nostra associazione, la totale disponibilità alla collaborazione ai fini della realizzazione di nuove strategie da avviare.

    Prof. Romano Pesavento Presidente CNDDU

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  • Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani, in vista dell’avvio dell’a.s. 2019 – 2020, auspica che al più presto scuolasi possa trovare una soluzione alla crisi politica attuale in modo da poter avviare una concreta azione risolutiva per i tanti problemi che affliggono il mondo della scuola.

    Consideriamo di particolare urgenza le questioni relative al forzato trasferimento dei docenti assunti dal piano di immissione in ruolo della legge 107 / 2015, con specifico riferimento ai docenti della classe di concorso A046 –discipline giuridiche ed economiche e quelli della scuola primaria; il potenziamento della nuova disciplina Educazione civica da affidare al personale più qualificato per veicolarla: gli insegnanti appartenenti alla classe di concorso A046; l’adeguamento degli stipendi bloccati da tempo immemorabile; la rimodulazione della Carta del docente: ampliamento delle voci di spesa, adeguandole il più possibile alle esigenze molteplici che la professione comporta (stampanti; cartucce; toner etc.); pronte immissioni in ruolo per rispondere alle necessità palesate da tanti istituti scolastici. Ultimo ma non ultima punto: riformulazione delle assegnazioni provvisorie con piena valorizzazione dei titoli di servizio, con verifica appropriata della concessioni relative alle precedenze.

    Infine, sarebbe motivo di vivo apprezzamento se, nel caso in cui venisse formato un nuovo Governo, il Ministero dell’Istruzione venisse guidato proprio da un docente che conoscesse profondamente la realtà quotidiana delle scuole italiane.

    Il Coordinamento nel corso di questi anni ha avanzato tante proposte in funzione del miglioramento di svariati aspetti scolastici; rimaniamo a disposizione per eventuali confronti con chiunque lo desideri.

    Prof. Romano Pesavento

    Presidente CNDDU

     

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