DEDALOMULTIMEDIA
08-08-20

dunarea de jos 2020

Assoconsumatori

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    Nel rispetto della nostra missione, come associazione dei consumatori, ci tocca segnalare ancora una volta problemi yatsuparadossali che il Comune di Enna determina nei confronti dei cittadini pur di fare cassa. Molti utenti-cittadini che avevano presentato ricorso contro la TARSU 2009 e 2010 ottenendo piena vittoria con annullamento dei relativi avvisi di pagamento da parte della Commissione Tributaria Provinciale, si stanno vedendo recapitare avvisi di pagamento da parte di “Riscossione Sicilia”, è risaputo, anche i non addetti ai lavori lo sanno, che una sentenza è esecutiva fino al momento in cui non vi sia un diverso pronunciamento. Orbene è anche certo che la CPT nel momento che emette sentenza informa le parti contrapposte, in questo caso il cittadino ed il Comune che prende coscienza degli errori commessi nella determinazione della TARSU con palese incapacità nell’applicazione delle leggi dello Stato italiano. Di conseguenza l’invio dei ruoli per la riscossione di quanto richiesto al cittadino risulta essere vessatorio, forse. Due sono le ipotesi che scaturiscono da questa situazione: la determinazione, pur di fare cassa sulle tasche dei cittadini, di inviare ruoli con i nominativi di chi ha avuto sentenza positiva; il mancato rapporto tra gli uffici del Comune per cui chi riceve le sentenze non comunica nulla all’ufficio tributi che all’oscuro di tutto compila i ruoli per la riscossione coattiva, una totale disorganizzazione dell’ente comune la cui responsabilità ricade evidentemente su chi amministra, assessore al ramo e Sindaco. Tutto ciò comporta: dispendio di energia, tempo, denaro pubblico ma tanto a pagare è la collettività cioè i cittadini. Poi ci si chiede il perché della disaffezione del cittadino nei confronti delle istituzioni che vengono viste come il nemico. Ai cittadini che hanno ricevuto la notifica di “Riscossione Sicilia” diciamo di recarsi in Commissione Tributaria Provinciale farsi rilasciare, se non si è in possesso della stessa, di copia della sentenza e presentarla a “Riscossione Tributi” chiedendo al comune un atto formale e sostanziale che il tributo non è dovuto e qualora il comune avesse fatto appello alla Commissione Tributaria Regionale, nessun problema perché la Cassazione ha già emesso ordinanza dando torto al Comune di Enna, proprio sulla TARSU 2009, dando ragione a R.E. Naturalmente la responsabilità di tutta questa disorganizzazione iniziando dall’erronea determinazione delle tariffe rifiuti va addebitata ad una classe politica incapace di gestire un Comune nel rispetto delle leggi dello Stato, perché passata l’euforia delle elezioni vittoriose non si riesce ad interpretare il ruolo di amministratore che è quello di umile servitore dello Stato e della collettività nel rispetto, appunto, di leggi.

    Pippo Bruno – Assoconsumatori

     

    La Sezione “Parliamone Insieme” è riservata a quanti hanno da dire qualcosa apponendo la propria firma agli scritti inviati alla Redazione. La Redazione controlla soltanto che non vi sia un linguaggio scurrile e offensivo. Chi si firma è responsabile del suo operato e solleva la Redazione da ogni responsabilità.

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    Come associazione abbiamo sempre sostenuto: “Pagare tutti per pagare meno” e certo non veniamo meno a questo nostro assoroprincipio, ma è anche vero che le oltre cinquecento notifiche che stanno pervenendo ai cittadini, crea e creerà sempre più disamore per la gestione della cosa pubblica. Certo nel 2018 anno delle elezioni amministrative nessun aumento dei costi, nessuna ingiunzione di pagamento, ma adesso ottenuti i consensi ed il controllo della cosa pubblica ecco gli aumenti e l’invio delle bollettazioni degli anni passati non pagati. Vero è che magari l’uno per cento dei contribuenti non paga per protesta contro un sistema che vede la mafia fare affari d’oro con i rifiuti, ma è anche vero che la stragrande maggioranza dei cittadini non hanno pagato per i costi esorbitanti. Basta un dato per 90 mq ad Assoro si paga intorno a € 300,00, in Brianza, sempre Italia, per 110 mq si paga € 120,00. Naturalmente gli alti costi di questo sistema che vede gli addetti alla raccolta avere retribuzioni cospicue fa lievitare il costo totale che i cittadini debbono poi coprire, basta dire che il contratto “Federambiente” è del 40% superiore a quello degli enti locali ed un semplice responsabile di bacino percepisce quanto al Comune percepisce un dirigente laureato. Questa è la situazione di mala gestione attuata da una classe politica provinciale che tutti conosciamo, la quale con i nostri soldi si paga la clientela. Sono le scelte di una politica becera che certo non ha fatto e non fa gli interessi dei cittadini ma di un sistema corrotto che fra l’altro ha visto il responsabile della società che gestisce il servizio ad Assoro la “Progitec” finire in carcere per illeciti unitamente al sindaco del Comune di San Pietro Clarenza e su questi affidamenti si dovrebbe fare chiarezza. Ma certo il Comune di Assoro non si è costituito parte civile nel processo “Homo Novus” quando si affermava che un consigliere comunale era stato eletto con i pacchi per la mafia, vuoi che rivede gli incarichi per la Progitec? Sarebbe stata amministrazione accorta se il Comune invece di inviare tutti questi anni arretrati si fosse limitato a scaglionare un anno il 2015 ed in seguito gli altri per dare la possibilità di non ritrovarsi con pagamenti corposi (tre anni) da dover pagare contemporaneamente. Fra l’altro da segnalare che la stessa riscossione tributi ha sospeso per il mese di agosto l’invio di pagamenti, mentre il comune di Assoro invia a ridosso delle feste di ferragosto tali ingiunzioni di pagamento, forse, per augurare ai cittadini buon ferragosto?

    Pippo Bruno

     

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    Il diritto non esiste più?

    Leggi dello Stato, costante giurisprudenza amministrativa e tributaria è unanime nel ritenere ILLEGITTIMO un aumento della tariffa, pippo brunoavente efficacia retroattiva, perché in palese contraddizione con i principi cardine dello statuto dei diritti del contribuente, oltreché sulla normativa in materia di dissesto degli EELL.

    Da un escursus sugli aumenti IMU, TASI e IRPEF retroattivi nel Comune di Barrafranca che non riportiamo per non tediare i lettori emerge, come già da noi sostenuto nella assemblea cittadina di luglio a Barrafranca l'illegittimità della retroattività delle tariffe IMU e TASI, 2014 e 2015, fra l'altro a distanza di due anni.

    Comprendiamo che i baroni di epoca medievale ed i loro vassalli erano soliti impoverire il popolo con balzelli sempre nuovi e pretestuosi, ma dal medioevo ad oggi la società si è evoluta e qualcuno questo, forse, non riesce a comprenderlo e continua a pensare che comandare (“fare il Sindaco”) sia sinonimo di libero arbitrio. Ciò non è!

    Ciò posto, sorprende non poco che addirittura una associazione di consumatori che dovrebbe tutelare i cittadini si schieri a favore del sistema politico, economico e...... senza tenere in conto le leggi ed il buon diritto del cittadino che deve, nel campo delle tariffe e dei tributi, avere certezze. Non è meritorio per chi promulga notizie distorte, ma è intollerabile se a sostenere ciò sia una associazione di consumatori. La delibera del Commissario suffragata da un discutibile parere del Ministero non può certo superare le leggi dello Stato: il principio di irretroattivtà in materia tributaria è un principio cardine dell'ordinamento giuridico tributario, basato sulla certezza dei rapporti giuridici dei cittadini contribuenti; non sarà certo un parere, discutibile, del Ministero, che da una parte elargisce pareri, a nostro parere illegittimi, dall'altro poi per procedere al riequilibrio di bilancio attende l'esito del ricorso al TAR avverso quello stesso aumento retroattivo, a farci indietreggiare nella difesa dei cittadini contribuenti e nell'affermazione della legalità e legittimità degli atti.

    Pippo Bruno

    Assoconsumatori

     

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    La politica molti la definiscono l’arte del possibile e non. Ma se ciò vale per la politica ben altra cosa è amministrare perché questa tarsudeve rispecchiare i principi sanciti dalle leggi dello Stato. La Giunta Comunale nel 2010 approvava con delibera di Giunta Comunale bel oltre il termine di approvazione del bilancio di previsione del 2009 (per quell’anno fissato al 30 maggio 2009) le tariffe Tarsu in modo retroattivo nel 2010 per il 2009. Ma c’è di più: le tariffe venivano approvate da un organo incompetente, appunta la Giunta. Invero in Sicilia, per consolidata giurisprudenza l’organo legittimato a determinare le tariffe è il Consiglio Comunale organo rappresentativo della comunità locale. Questi principi sono stati sempre ribaditi dalla nostra associazione e affermati da plurimi pronunciamenti della Commissione Tributaria Provinciale e inizialmente confermati anche dalla Commissione Tributaria di 2° grado. Tuttavia negli ultimi anni i pronunciamenti, inspiegabilmente, sono stati modificati accogliendo gli appelli del comune di Enna. Tuttavia la normativa in materia di dissesto finanziario degli enti locali, di retroattività delle tariffe, e dell’incompetenza in Sicilia della Giunta nella determinazione delle tariffe è molto chiara. Il cittadino, supportato dall’Avv. dell’associazione Ilaria Di Simone, ricorre in Cassazione con l’Avv. Gabriele Cantaro, mentre il Comune era difeso da due Avvocati: Taverna e Paino. La poca lungimiranza degli amministratori e di alcuni consiglieri comunali, nonostante il parere contrario di un noto tributarista, avevano deciso in commissione consiliare che il comune doveva comunque proporre controricorso in Cassazione con notevole esborso di soldi dei cittadini. Per tale ragione l’associazione, con il “Centro Studi Romano” invierà la documentazione alla Corte dei Conti, per le valutazioni del caso. Invero la nostra associazione non è la prima volta che pur non ascoltata riesce ad affermare la legalità degli atti, vedi sentenza Multiservizi, vedi sentenza del C.G.A.R. n.48/09 sui rifiuti. Orbene leggendo l’ordinanza che dovrebbe essere da monito per il comune di Barrafranca, questa sottolinea in modo preciso come le tariffe non possono applicarsi in modo retroattivo in violazione dei diritti dei consumatori. Naturalmente sarà interessante disquisire in Commissione Tributaria Regionale sugli altri ricorsi del Comune di Enna e successivamente avremo modo di far valere, quanto emerge sull’ordinanza, sulla illegittima rideterminazione delle aliquote IMU e TASI, fatta dal Comune di Barrafranca, per gli anni 2014 e 2015, nel 2018, quindi, in modo retroattivo sulla base di una erronea interpretazione della normativa sul dissesto. A qualche associazione che abbiamo avuto modo di contestare ricordiamo che non si possono esprimere valutazioni se non supportate da dispositivi di legge, perché si rischia di mettere i cittadini su una falsa strada.

    Pippo Bruno

     

     

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  • Ancora una volta il Sindaco Dipietro fa politica contro i cittadini. Ricordiamo bene le affermazioni del sindaco Dipietro 

    acquanell'affrontare il problema rifiuti: “Risolveremo il problema rifiuti”, orbene analizziamo come è stato risolto: il costo è lievitato a 6 milioni di euro mentre in Sicilia comuni più grandi di Enna pagano meno del 50% degli ennesi. E' facile risolvere i problemi coi i soldi dei contribuenti! E' facile con i soldi dei cittadini richiedere pareri, ricevere il consiglio di non controricorrere in Cassazione perchè il comune sarebbe soccombente, ma da buon amministratore, il sindaco espone il Comune al giudizio della Cassazione ed ottiene una sonora bocciatura con vittoria del cittadino che sulla determinazione della TARSU 2009 approvata in forma retroattiva dal consiglio comunale nel 2010 aveva presentato ricorso, avendone riconosciuta la ragione, ma tanto gli avvocati del comune, il giudizio saranno pagati con i soldi dei cittadini. Sull'acqua stesso ragionamento ad Enna si paga per 192 mc € 715,00, mentre a Catania per la stessa quantità si paga € 215,00 e non si può fare nulla, “L'acqua non potrà mai diventare pubblica”, vorrei ricordare al Sindaco Di Pirto che in democrazia il volere popolare è sovrano e gli italiani hanno votato nel referndum del 2011 per la pubblicizzazione dell'acqua, cosa che non abbiamo ottenuto visto e considerato che votiamo per amministratori come il Sindaco Dipietro, squisita persona, ma da buon politico non ascolta le istanze dei cittadini. Ad Agrigento spiega il sindaco Dipietro, nell'articolo apparso sulla “La Sicilia” del 30 settembre, sono intervenuti fattori che ad Enna non ci sono. Ma lo sa il sindaco Dipietro che alcune quote azionarie di Acquaenna, visura comerale del febbraio 2019, sono in mano ad una società posta in sequestro preventivo per favoreggiamento della 'ndranghta? Non è la mafia! Il sindaco avv. Dipietro lo sa che i dirigenti della regione siciliana non possono essere nominati commissari e che, quindi, l'ing. Pietro Lo Monaco che in qualità di commissario dell'ATO idrico firmò il 25 giugno 2015 l' accordo con Acquaenna per dilazionare il mancato versamento del canone di gestione di € 1.800.000,00 è nullo e che pertanto sulla base del combinato articolo 19 e 38 della convenzione la stessa può essere rescissa senza costi per i Comuni? Guardate che cosa strana il cittadino non paga 100,00 euro e gli tagliano l'acqua, Acquaenna non paga l'affitto degli impianti e non gli succede nulla anche per volere di un'ATI, di cui è presidente il Sindaco Dipietro, che non è operativa, non sappiamo se volutamente, visto che ad Agrigento è operativa ed ha rescisso la convenzione con Girgentiacque. La verità assoluta è che la politica ennese, i sindaci non vogliono che l'acqua sia ripubblicizzata, in barba al volere dei cittadini che hanno votato per un referendum mai avallato dalla politica e dai sindaci ennesi che ogni cinque anni ci chiamano per il consenso, presto il Sindaco Dipietro, forse, chiamerà i cittadini ennesi a rieleggerlo?

    Pippo Bruno Assoconsumatori

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    In data 23 ottobre abbiamo pubblicato, sulle testate on-line, una nota dal titolo: “Siamo al paradosso col Comune di Enna” in cui in bruno pippoqualità di associazione dei cittadini-utenti lamentavamo l’iscrizione al ruolo coattivo di cittadini che avevano pagato regolarmente e fra l’altro di coloro che avevano ottenuto sentenza di primo grado positivo per quanto attiene il pagamento della TARSU 2009 e 2010. Orbene, ribadiamo, che è risaputo che una sentenza è esecutiva fino a quando non vi sia un pronunciamento di annullamento e riformulazione del giudizio. Nonostante questa lapalissiana disposizione ancora oggi personale del Comune continua a vessare i cittadini affermando che il Comune ha presentato appello alla Commissione Tributaria Regionale e che il cittadino deve, quindi, pagare. Niente di vero, l’appello presentato dal Comune di Enna alla Commissione Tributaria Regionale per riformulare il giudizio di primo grado ha praticamente un valore giuridico di zero, stante che bisogna aspettare l’udienza e la decisione della Commissione Tributaria Regionale, la quale a dir il vero sta uniformando, giustamente, il suo giudizio alle disposizioni impartite dalla Cassazione su un identico caso visto il ricorso del cittadino R.E. di Enna che ha avuto riconosciuto dalla Cassazione il diritto a non pagare la TARSU per gli errori commessi dalla amministrazione di allora mal consigliata, forse, dall’apparato burocratico che evidentemente ha, anche, determinato un danno erariale. Occorre ricordare a qualche dipendente che il dispositivo della Cassazione è vincolante e pertanto chiediamo alla S.V. un intervento nei confronti del settore finanziario preposto alla formulazione dei ruoli coattivi affinché si eviti di sottoporre i cittadini che hanno visto accolte le loro rimostranze ad una continua ed ingiustificata vessazione per un pagamento che risulta non dovuto per gli errori dei precedenti amministratori, a meno che l’attuale amministrazione da Lei guidata non abbia necessità di far cassa sui cittadini a qualsiasi costo.

    Pippo Bruno - Assoconsumatori

     

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    La scienza non è democratica, dice simpaticamente il dott. Burioni, ma a quanto pare nemmeno il diritto ilaria marazzottatributario lo è. E in effetti addentrarsi nel labirinto della disciplina può risultare pericoloso, forse anche imbarazzante, per chi non ha le competenze richieste dal caso.

    Ma se è vero che di diritto non si discute al bar, è altresì vero che dal Presidente di una Associazione di Consumatori (a proposito, quando scade il mandato?) ci sia aspetterebbe qualcosina in più, fosse anche solo in termini di competenza.

    A tal proposito, consapevole che non è mai troppo tardi per imparare, mi permetto di rammentare allo sprovveduto articolista che il Comune di Enna gestisce correttamente la riscossione di tutti i tributi, anche quella relativa alla TARSU 2009 e 2010 e ciò perché l’art. 72 del D.Lgsdel 15 novembre 1993, n. 507 non prevede, in caso di accertamento non ancora divenuto definitivo (come nel caso pendenza di ricorsi), l’iscrizione a ruolo del solo tributo principale e per la sola parte eccedente la misura prevista dall’art. 15 del D.P.R. 29 settembre 1973, 602. Ne consegue che, anche quando il contribuente abbia impugnato in sede giudiziaria l’avviso di accertamento, il Comune ha l’onere di provvedere all’iscrizione a ruolo della pretesa tributaria per intero, e non soltanto nel limite di un terzo, come previso dal comma primo del citato art. 15, non potendo tale fattispecie essere sussunta neppure sotto l’art. 68, comma 1 del d.lgs n. 546/92, il quale prevede la riscossione frazionata del tributo solo per le somme determinate a seguito di una sentenza tributaria di merito, peraltro applicabile ai soli tributi erariali e non anche locali.

    Da quanto sopra ne consegue che fino a quando il cittadino/contribuente non avrà ottenuto una sentenza definitiva di accoglimento delle sue richieste, l’Amministrazione ha il dovere di richiedere il totale soddisfacimento della pretesa, proprio in ragione di quelle leggi dello Stato che sembrano tanto care, quanto sconosciute, al nostro interlocutore.

    Allo stesso difensore dei cittadini contribuenti si rammenta, poi, un’altra legge dello Stato che prevede che le sentenze della Suprema Corte di Cassazione fanno stato solo tra le parti, non avendo, come le sentenze della Corte Costituzionale, efficacia erga omnes.

    Di tutto ciò sono sicura che il nostro difensore dei cittadini sarà rincuorato, avendo preso consapevolezza che il Comune non intende far cassa sulle spalle di nessuno, che ha in dotazione personale che conosce le leggi dello Stato e che non è in balia di nessuna disorganizzazione. E che questo è anche, per un po', merito dell’attuale Amministrazione.

    Resta inteso che le porte dell’Ufficio Tributi, oltre che le mie, restano aperte per tutti i Cittadini che siano desiderosi di chiarimenti e che vogliano approfondire la questione, Presidente dell’Assoconsumatori compreso.

    Ilaria Marazzotta

    Vicesindaco con delega ai Tributi

     

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