DEDALOMULTIMEDIA
19-09-20

Arpa

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    Apprendiamo dagli organi di stampa rassicurazioni da parte del Sindaco Dipietro e della sua amministrazione circa la risoluzione enna antennedella problematica inerente l’inquinamento elettromagnetico di Montesalvo. A tal proposito possiamo tranquillamente affermare che dal 2015, data di insediamento di questa amministrazione, ad oggi poco o nulla si è fatto affinchè il gravoso lavoro profuso dalla precedente amministrazione, dal consiglio comunale, dagli uffici e dall’ARPA non andasse perso. Riteniamo la questione dei campi elettrici di Montesalvo assolutamente prioritaria soprattutto perché investe la salute pubblica, e rispetto a questo principio ci siamo attivati, assieme alle altre forze politiche di opposizione, affinchè si arrivi, nel più breve tempo possibile, ad una soluzione definitiva che preveda la delocalizzazione del sito. Nessuna azione è stata consumata dall’amministrazione, la quale predica bene e razzola male, in quanto in sede di approvazione di bilancio, la maggioranza che la sostiene ha bocciato un emendamento che prevedeva l’installazione della centralina (costata al comune 40.000 € e fortemente voluta dai consiglieri comunali della passata consiliatura) e l’acquisto di un’altra per il rilevamento dei campi elettromagnetici. Il suddetto emendamento fu votato soltanto da PD, Movimento 5 Stelle e Patto per Enna, le altre forze politiche invece preferirono bocciare questo e votare quello della Lega che prevedeva l’installazione di colonnine per la ricarica dei cellulari. Riteniamo, altresì, irrisorie le motivazioni fornite dall’Assessore al ramo il quale afferma che la centralina non è stata installata a causa della reticenza di alcuni condomini del comprensorio, in quanto il Comune in assoluta autonomia può predisporre una struttura preposta all’installazione della centralina, sempre che il Sindaco nella qualità di massima autorità sanitaria non voglia predisporre un’ordinanza in tal senso. Ricordiamo inoltre che si è tornato a parlare di inquinamento elettromagnetico grazie al lavoro svolto dalla 4^ Commissione Consiliare che nelle more ha coinvolto il Senatore Trentacoste (a cui va il nostro ringraziamento) affinchè si faccia promotore di un’azione in seno al governo nazionale e nello specifico col Ministero dello Sviluppo Economico per l’istruzione del piano di delocalizzazione e dello studio di fattibilità commissionato dalla precedente amministrazione e che ha avuto un costo. Auspichiamo quindi che l’amministrazione si concentri realmente sulla questione e la smetta di millantare meriti, che in tutta verità, non ha. Nei prossimi giorni provvederemo a depositare un atto di indirizzo in consiglio comunale per l’avvio delle procedure inerenti l’implementazione di una struttura atta ad accogliere la centralina di rilevamento delle emissioni in oggetto.

    Il Capogruppo PD

    Paolo Timpanaro

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  • “L'impianto gestito da Ecox Srl non ha le caratteristiche e i presidi ambientali utili a garantire una corretta gestione del processo ecoxsenza arrecare danni all'ambiente circostante ed alla salute dei cittadini”.
    Sono queste le pesantissime conclusioni della relazione stilata da Arpa, l'azienda regionale di protezione ambientale, in seguito al sopralluogo effettuato presso il contestatissimo impianto di compostaggio di Termini Imerese, gestito dalla Ecox.
    “Non avevamo dubbi, Ecox inquina e pesantemente. Ora la Regione non può più tergiversare, sospenda immediatamente le autorizzazioni alla gestione dell'impianto, se non vuole rendersi complice degli inevitabili danni alla salute dei cittadini”. Lo affermano i deputati M5S all'Ars, “Abbiamo subito fin troppo – continuano - abbiamo pagato a caro prezzo la disattenzione della politica e gli interessi economici di pochi a discapito del benessere di tanti. Ecox non è la benvenuta nel nostro territorio. I frutti della nostra battaglia ora cominciano ad arrivare, la relazione di Arpa non può essere presa sottogamba e richiede prese di posizione immediate della Regione. Noi non daremo tregua, finché Ecox non avrà sbaraccato”.
    Tra le principali lacune individuate dall'Arpa ci sono cumuli di potatura di sfalci senza copertura, ampie zone di percolato, odori nauseabondi e l' “assenza di presidi ambientali utili a prevenire la dispersione del rifiuto liquido, nonché l'emissione e la dispersione di odori particolarmente intesi nell'area.


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    Sulla riorganizzazione delle strutture provinciali dell'Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente), la deputazionearpa regionale del Movimento 5 Stelle ha presentato un'interrogazione all'Ars, rivolta al presidente della Regione Musumeci e all'assessore regionale per il Territorio e l'Ambiente, Cordaro, nella quale chiede dettagliati chiarimenti rispetto alla soppressione di cinque delle nove sedi dell'Agenzia e alla ridistribuzione delle competenze e del personale.  

    "Partiamo dal caso, a titolo di esempio, della struttura di Messina - spiega M5s - dove il laboratorio era l'unico pubblico per analisi ambientali presente su tutto il territorio della città metropolitana. Un territorio molto esteso, con i suoi 250 chilometri di costa, ed articolato, con la presenza di 108 Comuni, 3 Procure della Repubblica e un polo industriale, quello del comprensorio del Mela, per il quale è stato istituito un Sito di interesse nazionale per le bonifiche e considerato Area ad elevato rischio di crisi ambientale. Tutte caratteristiche che sicuramente aggravano le attività di controllo e monitoraggio istituzionale di Arpa per il numero elevato di campioni sui quali svolgere l'attività analitica. Già sarebbe grave la sola soppressione della struttura di Messina, mentre la Regione con la nuova organizzazione ha deciso lasciare solo quattro strutture per tutta la Sicilia: Palermo, Siracusa, Ragusa e Catania".
    "La questione sollevata – continuano i deputati - non è un caso isolato: è un fatto noto che l'Agenzia per l'ambiente in Sicilia è sotto organico di circa due terzi del personale. Da tempo, ormai, sia il Parlamento che il Governo hanno avviato manovre per colmare questo deficit. Tra queste ricordiamo la norma che aggancia la spesa per il personale Arpa al fondo sanitario nazionale, che da la possibilità di procedere a nuovi reclutamenti. Alla luce di questo rinnovato orientamento, non si capisce il motivo per il quale, oggi, si segua una scelta come quella messa in atto nella provincia di Messina e nel Nisseno, notoriamente contraddistinte, invece, dalla necessità di verifiche ambientali incisive e puntuali, soprattutto per la presenza dei Sin (Siti di interesse nazionale). I controlli sul territorio e la conoscenza delle matrici inquinanti sono la base per una buona politica ambientale", concludono.