Oltre la disabilità

La sintesi della diversità

Qualche sera fa controllando la mia pagina facebook un mio grande amico dell’associazione Vita 21 andrea articolo diversitaEnna, Marco Milazzo, ha pubblicato la foto che trovate allegata all’articolo: la vedo e mi viene subito l’idea di dargli un titolo “La sintesi della diversità” e quindi lo spunto per un articolo sul tema della diversità. Nella foto si trovano due ragazzi di colore con in braccio un bambino, Stefano, figlio di Marco. La foto è stata scattata a casa della sorella, che a suo tempo lavorava in un centro di accoglienza. Questa foto, senza conoscerne la storia, mi ha fatto riflettere sul tema della diversità; diversità di colore, diversità di nazione e diversità come handicap. In questa terra tutti siamo diversi, per cultura, per colore, per tradizione, per doti e per disabilità. Il tema della disabilità è stato oggetto di diverse discussioni, soprattutto per trovare il termine più appropriato per indicare queste persone. Fin della legge 104 del 1992 una persona con difficoltà fisiche o psichiche veniva chiamano handicappato fino al nuovo termine oggi in uso “diversamente abile”, dove la parola diverso è la chiave centrale; ognuno di noi ha una abilità diversa, c’è chi è un bravo medico o chi invece sa cantare; quindi il diverso è colui che non è uguale all’altro per caratteristiche o per dono. Il diverso è colui che presenta qualcosa di differente rispetto alla maggioranza; persona bianca, persona di colore, o persona di nazionalità diversa come nel caso della nostra storia.

In una società che si reputa pluralista la diversità dovrebbe essere vista in modo positivo, ma non è così, infatti si ha concezione negativa. La diversità, dovrebbe essere vista come ricchezza, invece all’interno della nostra società sono ancora presenti diverse barriere culturali nei confronti delle persone di colore o delle persone con disabilità come i protagonisti della nostra storia: Stefano e i due ragazzi di colore.

Un’immagine da prendere come esempio per una società migliore, una società senza la cultura dello scarto per un mondo senza pregiudizi nei confronti delle persone con disabilità, e tanto meno delle persone di colore. Un messaggio di integrazione di queste due condizioni: persone di colore e persone diversamente abili.

A Enna è stato dato un grande esempio di integrazione dal gruppo 360 di don Giuseppe Rugolo lo scorso anno quando, animatori e bambini del grest sono stati ospiti allo stadio Gaeta in Enna dove hanno disputato un’amichevole. Ospite d’eccezione alla partita Nhaima una bambina  di 10 anni, diversamente abile con una protesi alla gamba del Guinea-Bissau che si trovava nella nostra città proprio perché doveva fare dei controlli. Quindi la diversità come condizione fisica e come status culturale sono stati i temi centrali della giornata ma non come elemento di esclusione ma come momento di inclusione fra culture e nazionalità diverse, dove i bambini sono stati capaci di andare Oltre la diversità fisica e di razza, insegnandolo ai grandi.

Andrea Fornaia