Oltre la disabilità

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L'importanza di una città più accessibile

Lo scorso 21 giugno presso il polifunzionale di Enna si è svolta la prima giornata dedicata all’iniziativa abbattiamo le barriere“Liberi di Andare” promossa dall’associazione AISM sezione di Enna. Moderatrice della tavola rotonda la giornalista Manuela Acqua che ha fatto una fotografia puntuale e precisa sulla situazione di Enna per quanto riguarda la presenza di barriere architettoniche. Attraverso la proiezione di un video tutti i presenti all’incontro hanno potuto focalizzare quali e quante sono le barriere architettoniche presenti in città ed è emerso quindi che molti luoghi della città sono inaccessibili alle persone diversamente abili in particolare alle persone in carrozzina.

Ma non si è parlato solamente di barriere architettoniche, altro tema scottante oggetto di discussione introdotto dal Presidente della sezione provinciale AISM di Enna, Luca Sanfilippo, è stato quello dei posteggi per le auto che portano a bordo un diversamente abile. Così come recita il D.P.R n 56 del 1996 un "Regolamento recante norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici" il quale disciplina non solo l'eliminazione delle barriere architettoniche ma detta le regole dei posti riservati che, molto spesso, sono occupati da soggetti non aventi diritto. Sempre Sanfilippo ha sottolineato come le prime barriere da abbattere devono necessariamente essere quelle culturali.

E’ doveroso sottolineare che il posto riservato ai disabili può essere occupato solamente se si è muniti del contrassegno per disabili. Un diritto, quello dei posti di riserva che molte volte viene trasgredito da parte di automobilisti poco attenti nei confronti dei diversamente abili. Proprio su questo tema è intervenuto l’assessore alla viabilità, avvocato Biagio Scillia, il quale ha prospettato due soluzioni; la prima, che sarà attivata tra pochi mesi, riguarda l’attivazione di un servizio di carroattrezzi itinerante per la città che dovrà girare per Enna e dovrà rimuovere le autovetture che occupano i posti di riserva. L’altra idea invece riguarda il posizionamento di piastre elettroniche posizionate nei posti riservati ai disabili che avvisano immediatamente i vigili se qualcuno non autorizzato decide di sostarvi.

Affinché si risolvano queste criticità è necessario che si lavori tutti insieme.

Molte volte, in una società così disattenta, la disabilità non è tanto una condizione della persona stessa ma è la società che crea, o meglio, evidenza questa condizione. Questo, perché le strutture sono poco adatte alle persone che presentano queste difficoltà.

Ma i problemi da affrontare per trovare delle soluzioni non si devono limitare solamente alla questione delle barriere architettoniche o ai posti di riserva ma anche il tema del diritto al lavoro deve essere oggetto di discussione perché anche questo settore presenta delle lacune per le persone disabili. Anche se nel sistema legislativo italiano vi sono le norme che tutelano il diritto al lavoro applicate come la legge n, 68 del 12 marzo del 1999 “Norme sul diritto al lavoro dei disabili”, anche qui non vi è una situazione positiva, infatti secondo gli ultimi dati si registra una stazionarietà dell’occupazione rispetto agli ultimi tre mesi del 2017, in un contesto di aumento della disoccupazione e di riduzione dell’inattività. Nel suo intervento il presidente di Vita21, nonché papà di Stefano, il dottor Marco Milazzo, ha sostenuto che “dovrebbero essere le istituzioni a tutelare i diritti dei cittadini soprattutto quelle delle persone in difficoltà. I nostri figli - continua il presidente di Vita21 - sono i nostri insegnanti delle relazioni. Secondo il dottor Marco Milazzo abbattere le barriere architettoniche in una città significa renderla più bella, più civile”.

Bisogna avere un approccio diverso con la disabilità; il disabile non deve essere visto come soggetto passivo meritevole solo di assistenza e avere un ruolo marginale all’interno della società ma bisogna creare tutti i presupposti affinché diventi soggetto attivo.

Durante l’incontro è intervenuto anche l’assessore per la solidarietà sociale, Paolo Gargaglione, il quale, rivolgendosi alle associazioni presenti al Centro polifunzionale ha affermato che tutti noi non dovremmo essere lì in quel momento perché dovrebbero essere le istituzioni che devono risolvere questo problema.

Questa tavola rotonda è stata un momento di studio e confronto dove tutte le forze istituzionali e associazioni a tutela delle fasce deboli si sono impegnate per trovare delle soluzioni. Inoltre è stata data la notizia secondo la quale è stato approvato in Regione proprio il 21 il decreto per l’eliminazione delle barriere architettoniche di palazzo Chiaramonte dove ha sede la sala Cerere, la biblioteca comunale. Tanti progetti quindi comunicati dall’assessore Paolo Gargaglione che, ha tenuto a sottolineare “non vengono portati avanti perché c’è un obbligo di legge ma per il semplice fatto che ci si rende conto che bisogna realizzare quella opera per il bene collettivo. Occorrerebbe una amministrazione più attenta ai bisogni dei cittadini senza che un organo superiore gli indichi cosa deve fare, soprattutto quando si tratta di migliorare le condizioni di vita dei propri cittadini, e in particolar modo quando si tratta di persone con difficoltà motorie che già hanno molte difficoltà”

L’ultimo intervento è stato quello del Direttore Sanitario ASP, il dottore Emanuele Cassarà il quale ha parlato della creazione di servizi per bambini con autismo presso l’asl di Enna. Infine il consigliere Maurizio Bruno ha informato della istituzione presso il comune di Enna di una consulta di disabili: un organismo composto dai rappresentanti delle associazioni con il compito di sviluppare e attivare dei programmi risolutivi a problemi inerenti alla disabilità. Tutto il contesto sociale va rivisto per garantire una vita più dignitosa.

Andrea Fornaia