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Una gebbia ad Altofonte diventa chiesa

Correva l'anno 1990, allorchè abbiamo avuto la fortuna, o fu il destino, che il nostro pensiero chiesa altofontefinalmente si trasformasse in un opera sacra. Si perché un progetto è sempre innanzitutto un pensiero. Infatti in quell'anno veniva donata alla collettività, in una ridente collinetta sita ad Altofonte  chiamata "Suvarelli" (si pensa che tale nome derivi dalla presenza di molti alberi di sugheri sparsi),  un antica cisterna d'acqua irrigua risalente al 1894 e denominata in dialetto siciliano  "gebbia", come "ex voto", per poter realizzare un originale Chiesetta di campagna che doveva sorgere di conseguenza su tale inusuale manufatto. Questo luogo ameno domina la splendida Conca D'oro di Palermo, tra i Comuni medievali di Monreale ed Altofonte, ed a valle di essa a confine tra i suddetti comuni, scorre un fiume sinuoso tra grotte di stalattiti e calette e sorgenti (come la cosiddetta "a naca o lupo") ove l'acqua che ivi scorre è ancora fresca e pulita che è denominato "Oreto" il quale sfocia infine a Palermo. E' proprio In questo luogo caratteristico, che nacque allora "la Cappella Rurale Maria SS. Assunta", immersa tra  il profumo degli agrumi, i dolci fichi, gli uliveti argentati e gli austeri  sugheri. Oggi in questo luogo vi si celebrano ogni tanto le SS. Messe Domenicali con gran fervore dei pochi fedeli chiesa altofonte1che vi abitano intorno.

Detta cisterna, di pregevole fattura, posta al centro della  collina, è di forma tronco piramidale, con mura solidissime costituite in pietra locale a secco. Allor quando ci trovammo alle prese con la nostra travagliata capacita di suscitare il "genius loci", ossia di incarnare e trasmettere ai fruitori diretti ed indiretti lo "spirito del luogo abitato e frequentato dall'uomo", ci siamo accorti che cio' che impreziosiva di piu' tale opera, era, oltre l'originalita' intrinseca del posto, anche la particolarità e la singolarità di tale chiesa. Infatti essa non era una normale costruzione, ma una pregevole antica cisterna d'acqua di dimensione quadrata, di intenso valore artigianale costruita con pietra locale grigia,  ove  su  di essa fu realizzata una sopraelevazione con mattoncini rossi in cotto, in armoniosa bicromia, con copertura in legno a capriata,  con soprastanti coppi siciliani e finestre ad archi con rilevi, tali da illuminare ampiamente la chiesa che nasceva nel piano sottostante e quindi all'interno della gebbia". Infatti l'altare ed il pulpito, anch'essi in pietra scolpita, che rievocavano le chiese francescane medievali, vennero collocati al piano terra, mentre al primo piano, fu realizzato un ingresso indipendente che consentisse l'accesso immediato dei fedeli anche da questo livello per assistere direttamente alle celebrazioni liturgiche dall'alto verso il basso, come nel loggione di un teatro. A questo punto, crediamo fermamente che tale oasi di pace, se fosse realmente conosciuta e adeguatamente pubblicizzata al grande pubblico, potrebbe essere al meglio utilizzata anche come oratorio per eventuali  concerti natalizi di musiche gospel e spirituals.  La zona antistante la chiesa essendo stata di conseguenza all'uopo spianata, realizzando una piazza in ciottoli che sono stati raccolti nelle spiagge del Mare di Palermo, potrebbe a sua volta esser utilizzata per l'esposizione temporanea di artigianato locale con dei mercatini natalizi che rievocano tradizioni e ricordi persi nel tempo.

Arch. Fabrizio Vella