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Palermo - Cuffaro all'Ars. I deputati M5S in rivolta

Al rientro dalle ferie, governo assente, saltano anche le mozioni. Di seguito alcune m5s logodichiarazioni dei deputati M5S.

Jose Marano. "Dopo un mese, di chiusura del palazzo mi aspettavo che questo parlamento avesse tra le sue priorità la trattazione delle emergenze dei siciliani, invece si è preferito stendere tappeti rossi per far tornare all'Ars Cuffaro. Prima della pausa estiva peraltro avevamo approvato un DDL sull'istituzione di una giornata siciliana della legalità, ebbene, abbiamo inaugurato tale giornata in questo modo".  

Antonio De Luca. "Non sono scandalizzato dalla realizzazione di questo convegno, né da chi lo ha organizzato, né da chi lo ha concesso, né da chi vi ha preso parte, perchè siete tutti figli di questo sistema e quindi non mi scandalizzo se gli consegnate le chiavi, se lo accogliete o ve lo baciate, che gli dite questa è casa tua. Non mi scandalizza nemmeno il tema perché è un tema di assoluta importanza. Mi chiedo però nei vent'anni che avete alle spalle di legislatura regionale e nazionale, quante volte lo avete trattato questo tema? O è servito il carcere di Cuffaro, per farvi porre questo problema. Non mi scandalizza quindi chi ha accolto quest'uomo come fosse il messia a proferire il verbo, ma quello che mi teme e mi fa pensare è il silenzio del presidente Musumeci, quell'uomo che ha sempre vantato rigore e moralità e che invece ha scelto il silenzio. Quel silenzio di cui la mafia si è sempre nutrita in Sicilia".  

Giancarlo Cancelleri. "Questa terra non si dimentica di chi ha saldato il conto con la giustizia sia chiaro, ma c'è una condizione morale che non verrà mai saldata. Chi si è macchiato di un reato che è quello di favoreggiamento personale a soggetti vicini a cosa nostra, non può entrare con tanto di onori in sale intitolate a chi per combattere quella stessa mafia, ha perso la vita. Per me oggi è sacra quella sala, perché la sala Mattarella mi fa sentire ogni giorno di essere fiero e orgoglioso di essere siciliano. Oggi io non posso permettermi che chi ha combattuto la mafia ed è morto ha una lapide d'ottone messa a muro mentre chi è ancora vivo e ha contribuito ad aiutare quella associazione mafiosa che lo ha ucciso, può entrare in quella sala e addirittura prendersi di onori della cronaca e della ribalta".




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