Parliamone insieme

dunarea de jos 2018

Calendario venatorio, le proteste dei non residenti

 

Egr. Assessore dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale,

Sono un cittadino Italiano per meglio dire Umbro, amante ed appassionato della caccia, con la cacciacompagna ed il figlio che risiedono in Sicilia, quindi, frequento la Sicilia più o meno una volta al mese anzi spero presto di potermi ricongiungermi a loro stabilmente in quanto ho chiesto anche di essere trasferito come sede di lavoro.

Da questa piccola premessa Lei può capire quanto sia legato alla vostra bellissima terra, quasi da sentirmi parte di voi o quanto meno come figlio adottivo.

E’ stato appena emanato il calendario venatorio della regione Sicilia, e con rammarico e stupore che vedo delle limitazioni, per chi non è residente in Sicilia, molto discriminanti rispetto agli altri.

Non solo, per essere accettati negli ambiti territoriali di caccia, noi non residenti, dobbiamo passare attraverso una sorta “concorso” per vedere se siamo belli facoltosi e immacolati;

non solo, una volta accettati dobbiamo pagare la tassa Regionale di 84 euro, peraltro già versata nelle Regioni di competenza, entro una data stabilita, pena l’esclusione;

Non solo ci è vietato esercitare la caccia nel periodo di preapertura, ora ci si vede negare di venire a caccia in Sicilia anche i due periodi autunnali (dal 17 al 31 ottobre e 10 nov. al 09 dic). che sono i migliori periodi per l’esercizio venatorio ai migratori.

Caro Assessore, non le sembra un po’ troppo? E come posso fare io che sarò domiciliato in Sicilia e residente altrove? Ci rimborserà la quota per i giorni di divieto? (in pratica la metà € 42)

Ai suoi corregionali che risiedono in altre regioni per motivi di lavoro e per che qualche periodo dell’anno volessero ritrovare le proprie origini e la propria famiglia, cosa risponderebbe se volessero venire proprio in quei periodi sopra citati?

Caro Assessore , non le nego che mi sento un appestato, si, mi sento un extra……., un Italiano ma non tanto Italiano, in un Mondo dove ormai tutti girano, cittadini di ogni Nazione, liberamente. Ci si vede proibire l’accesso, per l’esercizio della caccia, in un territorio della propria Nazione. E’ vero che la legge 157/92 demanda alle Regioni l’emanazione dei calendari venatori e dei regolamenti, ma qui si chiede solo di adottare un po’ di buon senso.

Caro Assessore in un mondo dove si vanno a prendere i c.d. “migranti” nei loro porti, Lei limita l’ingresso nella sua Regione, seppur solo per esercitare la caccia, ai suoi connazionali, con la conseguenza di essere segnalati, per le violazioni, all’Autorità Giudiziaria, come i peggiori trasgressori di questa terra.

Caro Assessore, per quest’anno la tassa Regionale già l’ho versata, ma le assicuro che dal prossimo anno, stando così le cose, non verserò più nulla, non richiederò di essere ammesso in quanto non desiderato, e sono certo che altri possano fare come me. Infine, una Regione a statuto speciale non dovrebbe rifiutare alcun contributo e nessun tipo di indotto che sviluppi l’economia della Regione stessa.

Ah! Dimenticavo! Ci sono gli Italiani.

Enzo Gardi - Perugia

 

 

La Sezione “Parliamone Insieme” è riservata a quanti hanno da dire qualcosa apponendo la propria firma agli scritti inviati alla Redazione. La Redazione controlla soltanto che non vi sia un linguaggio scurrile e offensivo. Chi si firma è responsabile del suo operato e solleva la Redazione da ogni responsabilità.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna