Il Taccuino

Quarta Repubblica: piaccia o no, ormai c'è!

Seguire la politica può anche disgustare, ma certamente non ci si annoia. Da qualunque listino finanziarioprospettiva si guarda lo scenario italiano ci si rende conto di quanto grandi siano le mistificazioni della realtà e di quanto poco si tengono in considerazione le esigenze del popolo, che dovrebbe essere Sovrano.

Con la scusa dello spread che sale, dell'età pensionabile che diminuisce, del mercato che si innervosisce, assistiamo ad una ridda di voci, di dichiarazioni, di prese di posizione talmente differenti le une dalle altre che la confusione non può non albergare nella mente del cittadino.

In un mondo globalizzato appare ovvio che i mercati finanziari sono come il pane quotidiano nel senso che determinano scelte, consumi, acquisti a volte incosapevolmente.

A marzo la politica italiana viene scossa da un terremoto; i partiti tradizionali crollano e si affermano 5 Stelle e Lega. Apriti cielo!

Il nuovo Governo deve ancora formarsi e già si parla di default italiano, di dilettanti allo sbaraglio, di impreparati ecc. ecc. ecc. Il Governo giallo-verde nasce e si mette all'opera. I punti salienti del programma sono: stop all'immigrazione, riforma delle pensioni, reddito di cittadinanza. Il duo Salvini-Di Maio dà subito un'impronta diversa al Governo: basta con l'Europa che ci deve dire come spendere i nostri soldi; basta con l'Europa che ci ha lasciati soli a gestire l'enorme ondata di immigrati; il reddito di cittadinanza come strumento di contrasto alla povertà.

Inizia un bombardamento mediatico non solo italiano, ma europeo, per dirci: Attenzione Italia, con la nuova manovra andate in fallimento, questo Governo è inadeguato, i mercati sono in sofferenza e il debito pubblico cresce a dismisura. Ma il duo Salvini-Di Maio non si lascia impressionare forte del consenso popolare, che secondo i sondaggi è in aumento, tira per la sua strada con il motto “indietro non si torna”.

Quello che bisognerebbe capire è che, volenti o nolenti, è cambiato il modo di fare politica; non esiste più la politica del “volemose tutti bene” ossequiante del manuale Cencelli. No, qui siamo di fronte ad un modo nuovo di fare politica che non a tutti piace: quello di dire “basta” a tutti e a tutto.

L'Europa è il primo bersaglio ma non perchè si voglia uscire dall'euro, ma piuttosto perchè capendo che si tratta di un' Europa gestita e comandata dall'alta finanza, dalle banche e dalle assicurazioni, ci si è resi conto che con la scusa del contenimento del debito, l'italiano ha un cappio al collo che si stringe sempre di più. Non è pensabile una Europa senza un governo politico. E quello che avviene in Italia si sta diffondendo in tutta Europa. Ma è cambiata la politica anche in Italia che piaccia o no.

Stanno tentando, Lega e 5 Stelle, di dare ascolto al popolo che li ha votati, cambiando rotta. Non si guarda più alle esigenze del mondo bancario e dell'alta finanza, ma piuttosto al pensionato che con 500 euro al mese non arriva più alla terza settimana, alle città che non sono più sicure, al sostentamento delle fasce meno abbienti. E il bombardamento mediatico continua forse perchè nel programma di Governo c'è anche l'abolizione dei fondi all'editoria, già perchè non tutti sanno che i giornali sono sostenuti da tutti noi e rispondono a pochi gruppi imprenditoriali.

Bisognerà pur capire che una nuova fase della politica, che qualcuno chiama Quarta Repubblica, è ormai in essere. Non è un caso che secondo tutti i sondaggi l'accoppiata Lega-5 Stelle continua a mietere consensi, mentre quel che resta dei partiti tradizionali, partito democratico in testa, sono ormai in picchiata libera.

Borsa, spread, mercati, debito pubblico hanno la loro vitale importanza, ma occorre capire che l'uomo viene prima di tutto e che su di lui bisogna fare leva per dare un futuro alle giovani generazioni.

Massimo Castagna