Il Taccuino
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Teatro Garibaldi: una macchina mangiasoldi!

Il coperchio è stato tolto in Sicilia ma anche fuori dai confini isolani. I piccoli teatri teatro garibaldi ennasono come il vaso di pandora, una macchina mangia soldi con conflitti di interessi grandi come una casa. E quando noi da queste pagine parlavamo del Teatro Garibaldi il 6 marzo 2017 ( http://dedalomultimedia.it/notizie/il-taccuino/9662-teatro-garibaldi-cifre-esagerate-per-una-stagione-di-prosa.html) e il 14 marzo 2017 (http://dedalomultimedia.it/notizie/il-taccuino/9746-teatro-garibaldi-una-grande-realt%C3%A0,-ma.html) qualcuno ci accusò di caccia alle streghe e di voler distruggere il piccolo gioiello cittadino.

Già perché alla continua ascesa dei costi della stagione di prosa, sono diminuiti gli spettacoli, sono aumentati gli abbonamenti, ma sono anche diminuiti i fruitori del teatro.

Qualcosa nel meccanismo non va e non si può certo dire che nessuno sapeva. Ovviamente chi avrebbe dovuto controllare è il consiglio di amministrazione che non lo ha fatto altrimenti non si spiegherebbe perché tanti costi e così pochi ricavi.

Del consiglio di amministrazione ne fa parte l'amministrazione comunale con il sindaco o l'assessore delegato che non potevano non sapere che qualcosa non funzionava e che forse gli spettacoli costavano troppo e troppo pochi erano gli incassi al botteghino.

Questo è quello che si sapeva, ma ora che fare? Non spetta a noi trovare le soluzioni, ma una cosa certa: l'amministrazione deve mettere mano ad una macchina mangiasoldi e apportare i giusti correttivi.

Deve capire se ci sono conflitti di interesse; se il direttore artistico grazie alla sua carica ha favorito qualche altro direttore artistico in cambio di spettacoli; se è stata favorita qualche compagnia teatrale che produce gli spettacoli del direttore artistico.

Insomma occorrerà che il sindaco in prima persona fermi tutto e cerchi di capire come stanno le cose.

Dal canto nostro vogliamo aiutare tutti a capire che forse è arrivato il momento di fare piena luce sulla vicenda.

E per il momento ci fermamio qui!

Massimo Castagna

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