Il Taccuino

dunarea de jos 2018

La Terza Repubblica è iniziata, sempre che non si torni a votare!

La tornata elettorale ha chiaramente detto che ci sono due vincitori, il M5S pd spaccatovero trionfatore e la Lega, ma anche detto che ci sono due straordinari sconfitti. Partito Dermocratico e Forza Italia. Sarà una coincidenza ma proprio Renzi e Berlusconi hanno voluto una legge elettorale che comsentiva ai partiti di scegliere i candidati e, sopratutto non consentiva a nessuno di raggiungere il 40%, la soglia che da la maggioranza nei due rami del Parlamento.

Già, Renzi e Berlusconi l'avevano pensato bene e con un accordo sottobanco sarebbero andati a governare assieme. Ma non avevano fatto i conti con la rabbia degli italiani che covava sotto la cenere ed ecco che la frittata è stata servita. Ma almeno Berlusconi è nella coalizione che ha vinto. Renzi si trova invece nei guai perché con Salvini “inciucio” non ne può fare.

La straordinaria performance del M5S che ha fatto incetta di voti e seggi era nell'aria ma forse nessuno si aspettava un risultato così eclatante. E così gli “Impreparati” i “Baristi”, i “Camerieri” come si è voluti chiamarli, hanno dato una lezione di compostezza e di organizzazione ai partiti tradizionali. E allora è proprio iniziata la “Terza Repubblica”? I giovani Trentacoste e Giarrizzo hanno entusiasmo e questo servirà per farsi le ossa e capire che protestare è una cosa, amministrare è cosa molto difficile.

Chi ne esce malissimo, ma questo era anche nell'aria, è il Pd di Matteo Renzi che perde oltre 7 punti rispetto al 2013 e più di 20 punti rispetto alle europee del 2014.

Renzi ha voluto fare il Berlusconi del centro sinistra, quello che da più retta alla Banche, alle assicurazioni, all'alta finanza che non vanno mai scontentati, dimenticando il cittadino; portando alla scomparsa del ceto medio che era l'asse portante dell'economia. I ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri. Ma c'è una sostanziale differenza tra i due: Berlusconi è milionario e con i soldi si può fare quasi tutto.

E come Berlusconi, il piccolo Renzi ha fatto il “capetto” del Pd, imponendo le sue scelte fatte di rottamazione, editti e scomuniche. E questo ha pesato moltissimo nel popolo del Pd che in moltissimi casi si è autosospeso o disinteressato e se non li cerchi, i voti non arrivano da soli.

Ha lasciato realtà italiane, come quella di Enna, senza congresso per due anni e mezzo, perché il motto di Renzi è “o il congresso lo vinco io o non se ne fa” ed infatti ha mandato il suo luogotenente Ernesto Carbone in qualità di commissario che ad Enna non si è mai visto, e che ha preso per il culo il suo elettorato con dichiarazioni, emissioni di tessere che nessuno ha visto, giusto per dire qualcosa su cui discutere e tenere buoni gli iscritti. Ebbene Ernesto Carbone è stato clamorosamente sconfitto anche lui e non è stato eletto.

E ora la rivolta dentro il Pd è iniziata a Roma come a Palermo, contro Renzi e Faraone, quest'ultimo che ha le doti dell'illusionista; che ha ammaliato Mario Alloro, sconfitto alle regionali, Fabio Venezia alla Camera, sconfitto anche lui.

Insomma il renzismo è stato sconfitto ancora una volta dopo il referendum del 4 dicembre del 2016.

Eccellente il risultato della Lega che supera di 4 punti Forza Italia e si afferma in ogni dove in Italia; ma anche il partito di Berlusconi non è andato male. Dalle nostra parti la candidatura di Gaetana Palermo ha portato non pochi voti aggiunti; sarà una coincidenza, ma quando lei è candidata i voti arrivano, eccome. Che sia pronta una candidatura a sindaco di Enna?

E allora via alla Terza Repubblica, sempre che non si torni a votare entro pochi mesi.

Massimo Castagna

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