Il Taccuino

dunarea de jos 2018

Elezioni. Per il Pd l'unica vittoria che conta è battere l'avversario interno

Con l'approssimarsi della scadenza per il deposito delle candidature per il rinnovo di alloroCamera e Senato, fissata per il prossimo 29 gennaio, sale la febbre degli aspiranti candidati, si moltiplicano le riunioni più o meno riservate nei vari quartier generali dei  partiti e, soprattutto, si moltiplicano le indiscrezioni e le voci di corridoio. Ovviamente più i partiti sono divisi, più le notizie e le indiscrezioni si susseguono diventando parte di una vera e propria strategia comunicativa. È questo il caso del PD che proprio nelle ore immediatamente precedenti alla seduta della Direzione Regionale  è entrato in fibrillazione in tutte le sue variegate componenti, lanciando segnali di vera e propria schizofrenia politica. Ma proviamo a riassumere le voci che si sono susseguite in queste ore per capire cosa potrebbe succedere tra una settimana, quando la Direzione Nazionale democratica sarà chiamata a mettere la parola "fine" e dare inizio alla campagna elettorale vera e propria. Partiamo dalla corrente che ha come riferimento il presidente del PD Matteo Orfini che, alleati con i sostenitori di Andrea Orlando e spalleggiati dal segretario regionale Fausto Raciti, hanno posto una seria ipoteca sulla candidatura nel collegio uninominale della Camera dei deputati, forti anche del risultato elettorale delle ultime elezioni regionali. Il primo nominativo individuato è quello di Giovanni Chiovetta, giovane professionista di Cerami, sul quale in queste ore è arrivato il via libera dell'ex sindaco di Enna e uomo forte della corrente, Paolo Garofalo.

Ma Chiovetta avrebbe posto come condizione per la candidatura, l'unità del partito e, soprattutto, nessuna contrapposizione con il sindaco di Troina, Fabio Venezia. Il buon Chiovetta se vuole l'unità del partito è meglio che si candidi in qualche altra parte del mondo piuttosto che ad Enna e per giunta nel partito più litigioso e diviso della vita repubblicana che è il Pd. Quanto alla contrapposizione con Venezia, suo amico, questa rientra nelle cose se non altro perché appartengono entrambi a due correnti nettamente contrapposte.

Due condizioni quasi impossibili da realizzare, tanto da far scattare una sorta di piano "B" e quindi entra in gioco il sindaco di Assoro, Pippo Bertini, indicato quale candidato per il medesimo collegio, sempre in quota Orfini (notizia fino ad oggi non smentita). In tutto ciò non si capisce bene che ruolo giochino i sostenitori di Andrea Orlando, in teoria più numerosi degli alleati, che sembrerebbero aver rinunciato a qualsiasi ipotesi di candidatura, fatto salvo la disponibilità che il capogruppo al consiglio comunale di Enna, Salvatore Cappa, avrebbe dato poco prima della riunione della direzione regionale.

Per quanto riguarda, invece, i renziani, il punto fermo del ragionamento sarebbe la scesa in campo di Fabio Venezia, sindaco di Troina, che scalda i motori già dalle regionali e che, secondo i suoi sostenitori, rappresenta l'unica figura in grado di conquistare il collegio uninominale della camera. Attorno al sindaco Venezia, che non si è ancora ufficialmente pronunciato su questa ipotesi, si sta sviluppando un forte movimento trasversale di opinione sui social che sostiene la giustezza della scelta che lo riguarda. Ma Venezia deve anche sbrigarsi a prendere una decisione, perché a forza di riflettere corre il rischio di rimanere fuori così come è avvenuto per le Regionali.

A tutto questo si aggiunge l'ex parlamentare Mario Alloro che da "diversamente" renziano ha, dapprima, chiesto le primarie per l'individuazione delle candidature e poi chiesto un coinvolgimento dei gruppi dirigenti locali. Una richiesta fuori dal mondo perché proprio lui è rimasto vittima delle lotte intestine.

Questo non significa che Mario Alloro non potrebbe essere della partita, magari non nel collegio uninominale ma, nei listini bloccati di Camera e Senato e quella al collegio uninominale del Senato. Il complicatissimo sistema elettorale del Rosatellum bis comporta che le candidature si incastrino perfettamente affinché possa innescarsi un meccanismo di traino tra l'uninominale e i listini, ovvero tra il singolo candidato e la coalizione.

A questo già complicato quadro, che solo il PD locale poteva partorire, si aggiunge l'ultima indiscrezione che riguarderebbe la candidatura dell'ex Presidente della Regione, Rosario Crocetta, proprio nel collegio ennese della Camera, che dicono gli addetti ai lavori, su "invito" dell'ex Senatore Crisafulli in chiave anti Venezia, proprio perché, alla fine, nel Partito Democratico, la cosa più importante è battere l'avversario interno, piuttosto che quello esterno. 

Massimo Castagna

Qr Code