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"Cacca di cane davanti la porta della mia abitazione"

 

Intendo, innanzitutto, rivolgere quanto di seguito:

1) al primo cittadino di questa comunità di Enna che, sicuramente, s'impegna quotidianamente nel canetentare di ottenere un'immagine discretamente più decorosa del territorio che gestisce;

2) ai concittadini che, come me, non praticano la religione del favoritismo individuale derivante da clientelismo elettorale, o perchè, come volgarmente suol dirsi, non hanno" santi in paradiso" o perchè, più semplicemente e culturalmente, dotati di concetti un po' più ampi sulla cosa pubblica, partendo dal principio secondo cui al dovere  della propria contribuzione (TASI, TARI) dovrebbe corrispondere il diritto di esecuzione di un servizio;

3) infine, ai concittadini che amano gli animali (?!)- si sa i cani sono di moda e sicuramente danno una promozione sociale- ma poi agiscono secondo principi avulsi da qualsiasi tipo di senso comunitario. 

  

Sono una cittadina ennese. Il mio nome è Elisa Canzirro abitante in Via Orfanotrofio 10, appunto, di questa città. Non sono riuscita a trovare un titolo con un eufemismo ipocritamente diverso, perché questo è il fatto. Io non riesco ad omologarmi ad un perbenismo altrettanto ipocrita e dilagante che omertosamente ci obbliga a nascondere la triste realtà del posto in cui viviamo. E' facile intuire che devo e voglio narrare della cacca di cane ad un passo della mia abitazione. Lo so non è una novità, ma non mi consola. Penso si possa anche comprendere la sensazione di disgusto fisico e la frustrazione che ne nasce, compresi i sentimenti di collera (ma contro chi?), di odio e di faide trecentesche. Ma sono sentimenti dai quali non voglio farmi coinvolgere. Mi era, comunque, difficile credere che vivo in un posto di... Tuttavia, mi dico che dal momento che vivo  nel 2017, devo procedere secondo le buone regole e i sani percorsi (ahimè, solo teorici) che mi offre l'organizzazione sociale di oggi. Tralascio le considerazioni stereotipate sulla retorica della civiltà di ognuno, perché inutili e oziose. Infatti, quando se ne parla, ci mostriamo tutti consapevoli e rammaricati, ma è difficile individuare chi compie certe azioni. Per non parlare poi del radicato sentimento religioso della molteplicità dei nostrani abitanti che affollano le numerose processioni che si svolgono in loco! Per carità, nulla in contrario, ma tanta santità pare non insegni granché. Per quello che mi riguarda, fin da quando mi è stato insegnato, io cerco di "non fare ad altri quello che non  vorresti fatto a te" .

Bene, decido di intraprendere il consentito iter di rivendicazione dei propri diritti.

Ho segnalato, con i dovuti passaggi di rito, il fatto più sopra esposto- volevo trovare una soluzione, quantomeno per il decoro della mia abitazione- e l'ho fatto rivolgendomi: ai Vigili Urbani, ai dipendenti dell'ATO e, infine, con l'illusione di potere parlare direttamente col Sig. Sindaco, alla segreteria del suo ufficio. Per carità, tutti gentili e comprensivi. Tuttavia, non mi è stato dato da capire di chi è la competenza (il cane che si morde la coda). Però  il consiglio secondo cui la cacca deve essere rimossa da chi l'ha trovata sul proprio uscio... è stato univoco!

Bene, noi di casa l'abbiamo eseguito.Ma sarebbe stato anche meglio non parlarne e fare finta che tutto vada bene? 

Elisa Canzirro

 

 

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