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Transenna che ti passa

Torniamo a parlare della nostra amata città e, dato che questa volta non vogliamo farci mancare proprio niente, parleremo di tutta città, sia di Enna Bassa che della parte Alta.

Ma, iniziamo dal basso: siamo in Via Unità d’Italia, per la precisione di fronte latransenna via unita ditalia piazzetta dove si trova la filiale di una banca. Avete presente quella scaletta? (foto 1) Ebbene, dimenticatela. Ormai è quasi praticamente inagibile, ma è comunque sempre lì. Cosa sia accaduto di preciso non è dato sapere, quello che sappiamo è che circa una ventina di giorni fa il muro che la sostiene ha dato segni di cedimento e quindi, un tardo pomeriggio di gennaio i vigili urbani hanno - giustamente - pensato di transennare per segnalare il pericolo.

Andiamo oltre….

Siamo in macchina e ci stiamo dirigendo nella zona Monte e quindi decidiamo di percorrere la strada Monte Cantina e, tutto d’un tratto eccola lì, un’altra bellissima zona transennata (foto 2).

Ora, per carità, il fatto che venga transennata una zona a rischio crollo è del tutto normale, il problema nasce quando il Comune, probabilmente tramite l’Assessore preposto, pensa di potersela cavare con qualche transenna abbellita dai colori bianco e rosso, soprattutto se si tiene conto che i segni di cedimento del muro della Monte Cantina hanno origini temporali ben lontane. Che senso ha transenna Monte Cantinatransennare invece di sistemare? Transenni il primo giorno, il secondo giorno, il terzo giorno, ma non per sempre. Tra l’altro nella malaugurata ipotesi che le zone in questione dovessero crollare ulteriormente, davvero al Comune sono così ingenui da pensare che un nastro bianco e rosso sia in grado di contenerne la caduta? E se crollasse il muro e contemporaneamente passasse qualcuno? Ma davvero i cittadini si meritano questo totale non rispetto e menefreghismo ritrovandosi, sempre e comunque, ad essere perennemente presi in giro?

Forse il problema sta alla base, sulla diversa concezione del tempo che ha l’amministrazione comunale rispetto ai privati cittadini. Si perché, ad esempio, il concetto di emergenza per un semplice cittadino indica un qualcosa di urgente che va sistemato nel più breve tempo possibile. Invece, a quanto pare, per l’amministrazione comunale il concetto di emergenza comprende lunghi periodi di tempo, addirittura anni; basti pensare che il Viale Caterina Savoca, da subito definita “l’emergenza delle emergenze”, è ancora lì, sotto gli occhi di tutti, così come è stata ridotta da quel terribile crollo del 1° novembre di due anni fa.

Ora, per carità, ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni e di pensarla un po’ come gli pare, ma riteniamo che questo totale menefreghismo nei confronti dei cittadini quando si parla di ipotetici rischi per l’incolumità degli stessi sia, a prescindere dai “se” e dai “ma”, da condannare in toto. Qui non si sta parlando di illuminazioni natalizie piuttosto che di parcheggi, qui si sta parlando di sicurezza e la sicurezza è una cosa che riguarda tutti, nessuno escluso.

Manuela Acqua

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