Il Taccuino
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Il Miracolo della “munnizza”

 

La giornata del 30 gennaio scorso sarà certamente una di quelle da ricordare per la vita spazzaturaamministrativa e politica del nostro comune. La giornata in cui la “munnizza” ha fatto il miracolo. Anzi i “miracoli”. E sì perché, di fronte allo storico risultato portato a casa dalla Giunta e dal Consiglio Comunale, si resta non solo stupiti ma fiduciosi per il futuro. Ma andiamo con ordine e cominciamo proprio dalla “munnizza”. Il civico consesso ha votato, all’unanimità, nel corso della seduta appositamente convocata appunto per il 30 gennaio, la costituzione della SRL a totale capitale pubblico denominata “EcoEnnaServizi” e, subito dopo, con la determinante astensione del gruppo del Partito Democratico e del Movimento Cinque Stelle, il consequenziale affidamento del servizio di igiene urbana. Una giornata storica, quindi, perché dopo sedici anni il Comune di Enna si svincola definitivamente, con l’accordo di tutte le forze politiche e con il fondamentale sostegno dei lavoratori (soprattutto degli operatori) dalla gestione unitaria (e disastrosa) dell’ATO Rifiuti, dopo l’approvazione da parte del Dipartimento Regionale dell’Acque e dei Rifiuti del Piano Economico e dei Servizi già varato da Sala d’Euno lo scorso mese di Giugno tra roventi polemiche. Quella di ieri è, dunque, la vittoria della caparbietà. La caparbietà del Sindaco Dipietro che ha lavorato a testa bassa, incurante delle polemiche e di un clima che, giorno dopo giorno, è diventato sempre più ostico alla sua amministrazione, accusata, in primo luogo dai suoi sostenitori, di non avere portato il cambiamento promesso in campagna elettorale. Ma incurante anche di una squadra di governo che, certamente, per qualità e quantità di lavoro prodotto, non ha certamente supportato lo sforzo del primo cittadino. La caparbietà di chi, come il capogruppo democratico Salvatore Cappa, ha saputo resistere a pressioni, tirate di giacca, tensioni ed anche minacce più o meno velate e più o meno dirette e personali, percorrendo con determinazione ed efficacia la strada del dialogo e del confronto, sbarrando il cammino a chi nel PD e fuori dal PD, sosteneva e sostiene (da oggi con molte meno argomentazioni) la linea del “tanto peggio, tanto meglio”. Dopo il voto di ieri e, soprattutto, dopo il lavoro intenso e proficuo di collaborazione tra consiglieri di varie appartenenze, sarà certamente molto più difficile, se non impossibile, riaprire l’argomento “mozione di sfiducia”, per tutta una serie di ragioni, a cominciare dal fatto che ogni giorno che passa i consiglieri si sentono (a ragione) sempre più protagonisti di un possibile cambiamento (in meglio) della città e sempre meno “marionette” da telecomandare dall’esterno verso il “suicidio” politico di massa. E qui emerge l’altro aspetto che rende quasi storica la giornata del 30 gennaio, ovvero la consapevolezza che in un clima di serenità, il dialogo ed il confronto tra forze politiche può portare a risultati che mettano un freno al declino cittadino che, per certi versi, è sembrato, fino a ieri, inarrestabile. In questo ragionamento si innesta, in pieno, il percorso di verifica di governo, aperto circa un mese fa dal Sindaco Dipietro e, per ovvie ragioni, tenuto sotto silenzio fino a ieri. Non c’è dubbio che, alla luce di quanto avvenuto, e di quelle che possiamo definire “prove tecniche di alleanza”, il più che probabile rimpasto di governo assume sempre più l’aspetto della chiusura di una pagina politica e, soprattutto, di un’esperienza che non ha saputo andare oltre l’euforia del post elezioni. Con quale prospettiva? Le strade possono essere molteplici ma, per quanto ci riguarda, ci sentiamo di scommettere su un percorso di sempre più stretta collaborazione e condivisione con il Partito Democratico, magari attraverso una sorta di Patto di consultazione e il varo di una giunta politicamente “neutra” o quasi. Nel frattempo si potrà capire se i venti romani di scissione tenderanno a placarsi o, al contrario, a urlare sempre più forte e, cosa più importante, se il PD ennese riuscirà celebrare il proprio congresso e quali nuove forze entreranno a farne parte e con quali equilibri e rapporti di forza. Tutto ciò senza dimenticare l’altro elemento deterrente nei confronti di qualsiasi ipotesi di chiusura anticipata a traumatica della consiliatura, ovvero le ormai prossime elezioni regionali. In questo quadro chi avrà più da guadagnarci sarà (speriamo) la città, a cui potranno essere dedicate maggiori attenzioni di quanto le diatribe e i vari scontri non abbiano consentito fino ad oggi. E tutto questo grazie al miracolo. Il miracolo della “munnizza”.

Gianfranco Gravina

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