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I diversamente abili restano sempre gli ultimi

 

Quando si parla di fasce svantaggiate le istituzioni sono pronte a riempire di parole assemblee, mezzi di informazione e poliambulatoio Enna Bassa Copiaquant'altri per apparire sensibili alle problematiche di chi i problemi ce li ha davvero.

L'Associazione “Madre Teresa di Calcutta” sezione dell'Aias si occupa di rendere migliore la vita dei ragazzi diversamente abili con i limitati mezzi che ha. Non avendo una struttura dove operare ci si organizza alla meno peggio, ma i ragazzi non vengono mai lasciati soli.

Il presidente della Madre Teresa di Calcutta, Pino Adamo sta tentando da anni di ottenere dei locali per potere programmare e organizzare meglio le attività dei ragazzi.

Ovviamente non ci si può non rivolgere che al Comune e all'Asp e qui nascono i problemi.

Per quanto riguarda il Comune è cosa ormai risaputa che ha un bel po di locali che potrebbe mettere a disposizione, ma come al solito “la risposta è stata che di locali non ne hanno – spiega Pino Adamo – ma io che ho fatto l'amministratore di questa città so che non è così”.

Un altro tentativo i genitori aderenti all'associazione l'hanno fatto con l'Asp: “le nostre iniziative sono state accolte favorevolmente dal direttore generale che ha mostrato grande entusiasmo– aggiunge Pino Adamo – ed in virtù di ciò aveva individuato i locali dell'ex poliambulatorio di Enna Bassa (nella Foto). Poi ci è stato spiegato che bisognava fare una gara pubblica alla quale abbiamo partecipato.”

Bene l'unica associazione che ha partecipato alla gara, sarebbe stata la Madre Teresa di Calcutta, che però è stata esclusa perchè non sarebbe stata iscritta all'albo regionale delle onlus.

“Noi abbiamo provveduto a fare ricorso – conclude Pino Adamo – perchè la nostra associazione è una sezione dell'Aias che è una onlus e quindi non capiamo il perchè di questa esclusione”.

Non avevamo dubbi che il Comune di Enna non avrebbe trovato una soluzione alla associazione in questione, ma ci meraviglia come mai l'Asp preferisce continuare a tenere chiusi i locali dell'ex ambulatorio, che cadono a pezzi, piuttosto che trovare una soluzione che consenta a una organizzazione di lavorare per una fascia di persone svantaggiate come i diversamente abili che come al solito sono sempre gli ultimi.

Massimo Castagna

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