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Altro che mozione di sfiducia! Si è celebrato il congresso del PD

Pensavamo fosse una mozione e invece era un congresso. Questo è il pensiero cappa salvatoreche è sorto spontaneo nella nostra testa di addetti ai lavori seguendo il dibattito che ha preceduto il voto sulla mozione di sfiducia proposta da una parte del gruppo Pd e dal Vicepresidente del Consiglio Comunale, Paolo Gloria, nei confronti del Sindaco Maurizio Dipietro. Sin dalle prime battute del confronto d’aula, infatti, è apparso chiaro a tutti che delle vicende amministrative, seppur brevemente accennate nel superficiale documento presentato a corredo delle tredici firme, negli interventi non si sarebbe quasi trovata traccia, se non in quelli a difesa dell’amministrazione pronunciati dal fronte che oggi la sostiene. In poche parole ciò che è stato imputato a Dipietro è una sorta di lesa maestà partitica, che consiste, interpretando le parole della pubblica accusa, nell’aver dapprima sconfitto il PD (seppur celato sotto le mentite spoglie di Enna Democratica) e, cosa ancor più grave, nell’aver successivamente provato ad aprire proprio ai democratici le porte dell’amministrazione e nell’aver, infine, aderito proprio al Partito Democratico. In tutti gli interventi dei consiglieri democratici firmatari della mozione, che avendo lo stesso tema avevano, praticamente, lo stesso svolgimento (se non addirittura quasi lo stesso estensore), l’accusa della presunta incoerenza politica del primo cittadino è stata più volte sviscerata, consistendo proprio nell’aver prima aperto e poi chiuso una crisi politica riuscendo, e questo è il vero nodo, a togliere ad un pezzo del PD il monopolio numerico di Sala d’Euno, grazie all’appoggio di un altro pezzo del PD. Agli occhi del PD ortodosso, infatti, la possibilità che questa amministrazione potesse ancora proseguire il proprio cammino, cogliendo magari il frutto di scelte coraggiose come quella della rottura con il vecchio sistema dell’ATO Rifiuti, non deve proprio avergli dato pace, così come l’idea che questa stessa compagine amministrativa potesse fregiarsi, assieme al Consiglio Comunale, della storica approvazione del Piano Regolatore Generale. Idea, questa, talmente fastidiosa da far diventare una cosa negativa come il commissariamento del comune proprio per l’approvazione del PRG come una lieta novella da festeggiare in aula con un sonoro “ben venga il Commissario!”. Incoerente il Sindaco, quindi, che - per usare le sue parole – per marcare la differenza con chi oggi rappresenta il PD ennese nonostante il commissariamento della federazione provinciale, va a Roma a prendere la tessera. E di questa incoerenza ne chiedono conto Mario Tremoglie, Rosario Vasapollo e il capogruppo Salvatore Cappa che arriva, addirittura, a “sventolare” in aula la propria tessera, quasi fosse una gara tra chi la tessera del Pd ce l’ha, ce l’aveva o ce l’avrà. Un vero e proprio congresso insomma. Quello stesso congresso che la segreteria nazionale continua a non fare celebrare alla sola Federazione di Enna, rimasta l’unica federazione ancora commissariata. Se finanche i circoli romani hanno potuto celebrare i congressi, dopo l’uragano di “mafia capitale”, si capisce quanto grave debba apparire la situazione ennese agli occhi del gruppo dirigente nazionale. Sulla città neanche una parola, solo recriminazioni e accuse a destra e a manca, anche alla stampa “rea” di essere troppo amica del Sindaco. Insomma la sindrome dell’accerchiamento in casa PD ha raggiunto i livelli di guardia, tanto da scoprire il fianco a facili critiche, come quando il Sindaco Dipietro, nel corso della sua replica, ha elencato le somme perdute dalla collettività a causa dell’inefficienza della giunta “Garofalo-Di Gangi-Cappa”. Tutto ciò senza dimenticare che, tra qualche giorno, questo stesso civico consesso sarà chiamato a discutere del dissesto del bilancio comunale se il CGA non dovesse accogliere la richiesta di sospensiva della sentenza del TAR che ha condannato il Comune di Enna a pagare dieci milioni di euro di danni ad un privato per il mancato rilascio di una licenza, ma questo è un altro discorso. A tarda notte la logica conclusione di questo dibattito simil-congressuale, con il PD - ED che ha replicato la sconfitta di due anni fa, aggiungendo danno al danno, cioè perdendo la maggioranza in aula. Da domani si apre una fase nuova e, per certi versi, curiosa, a cominciare dal fatto che sarà veramente appassionante vedere come e in quante articolazioni sarà rappresentato il PD a Sala d’Euno e se, fra un anno, torneremo ancora a discutere di mozione di sfiducia.

Gianfranco Gravina

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