Il Taccuino
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I social dettano i tempi e condizionano la politica

Che i social abbiano ormai rivoluzionato la vita quotidiana di ciascuno di noi, face bookal netto degli strumenti della socialità su internet che decidiamo di frequentare, è ormai un dato di fatto consolidato. Ciò che ci piace evidenziare è, in particolare, come i social influenzino la politica, forzandone tempi e agenda, anche nella nostra piccola realtà. Infatti anche noi, operatori dell’informazione “on line”, da tempo utilizziamo i cosiddetti social network, monitorandoli costantemente, per avere e quindi utilizzare, una grandissima mole di informazioni, prese di posizione, dichiarazioni ecc. ecc. che i cronisti di una volta dovevano conquistare consumando letteralmente la suola delle scarpe. Ma c’è di più. Capita, in questi tempi moderni, che la dichiarazione stampa di un consigliere comunale venga acidamente commentata da un esponente del suo stesso partito via Face Book, seguendo il brutto vezzo, ormai diffuso, che il commento da postare sui social debba essere sempre e comunque sguaiato se non addirittura verbalmente violento o che la semplice fuoriuscita di alcuni esponenti da un dato gruppo su Whats app, diventi la stura per far divampare un incendio che da tempo covava sotto la cenere. E così, qualche mese fa, la crisi dell’alleanza civica uscita vittoriosa dalle ultime elezioni amministrative sembra proprio che abbia visto la propria plateale certificazione con l’abbandono, a catena, dei componenti del gruppo creato sull’onda dell’entusiasmo post vittoria elettorale. Stessa cosa sembrerebbe sia successa, in queste ore, nel PD che, proprio nell’applicazione di messaggistica più diffusa, potrebbe aver visto nascere la scintilla dell’implosione del proprio gruppo consiliare, senza attendere o forse proprio per l’assenza di dichiarazioni ufficiali, a cominciare dal capogruppo Cappa, chiuso da settimane in un inquietante quanto assordante silenzio. A dare la stura alla valanga, anche in questo caso, sarebbe stato un messaggio postato da un consigliere, a quanto pare di stretta osservanza “orfiniana”, proprio nella chat del gruppo consiliare del PD, con il quale si comunicava la propria intenzione di abbandonare il gruppo Whats app (non quello vero e proprio quindi ma quello virtuale), a causa delle recenti divergenze emerse sul tema della mozione di sfiducia da presentare al Sindaco Dipietro. A questo “incipit” sarebbero, poi, seguiti gli abbandoni del gruppo di una parte, non si sa quanto consistente, dei consiglieri PD. Capite bene, quindi, che, se la notizia dovesse essere confermata, così come sembra, ciò che una volta sarebbe stata una decisione sofferta, presa dopo ore e ore di riunioni tenute in stanze fumose, oggi diventa un semplice quanto veloce messaggio su un’applicazione di messaggistica. Tuttavia i risvolti di una tale decisione non sono meno catastrofici di una assunta, diciamo, con il vecchio metodo, anche se, nel tempo che richiede l’elaborazione di un semplice messaggino, non c’è la possibilità di valutare bene le conseguenze di una decisione, ma gli effetti non possono che essere comunque deleteri. Non c’è dubbio, infatti, che al di là dei silenzi imbarazzati del capogruppo Cappa e dei proclami di circostanza del Segretario cittadino Di Gangi, ciò che sarebbe avvenuto nella realtà virtuale, determinerebbe, nei fatti, l’implosione del gruppo consiliare democratico con una frattura nei rapporti interpersonali che sarebbe poi complicato, se non impossibile, recuperare. Resta, inoltre, da capire come tutto ciò dovrebbe tradursi nel mondo reale. Insomma a Sala d’Euno finirà come su Whats App, con due gruppi PD? E di quale sarà ancora capogruppo Cappa? E in quale dei due manterranno la loro presenza i due consiglieri “alloriani” (De Rose e Lo Giudice ndr)? Tante domande, forse troppe, per un semplice messaggino.

Gianfranco Gravina 

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