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CNA FITA: al via le deduzioni forfettarie per l'autotrasporto, ma si disattendono le aspettative

 

La Fita CNA prov.le di Enna comunica che sulla base delle risorse disponibili, l'agenzia delle autotrasportoentrate ha comunicato le misure agevolative a favore degli autotrasportatori per il 2018.

Importi delle deduzioni forfettarie – Per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore

oltre il Comune in cui ha sede l’impresa (autotrasporto merci per conto di terzi) è prevista una

deduzione forfetaria di spese non documentate (articolo 66, comma 5, primo periodo, del TUIR),

per il periodo d’imposta 2017, nella misura di 38,00 euro. La deduzione spetta una sola volta per

ogni giorno di effettuazione di trasporti, indipendentemente dal numero dei viaggi.

La deduzione spetta anche per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore all’interno del

Comune in cui ha sede l’impresa, per un importo pari al 35 per cento di quello riconosciuto per i

medesimi trasporti oltre il territorio comunale.

Misura relativa al recupero del contributo al Ssn – Le imprese di autotrasporto merci – conto

terzi e conto proprio – possono recuperare nel 2018 fino a un massimo di 300 euro per ciascun

veicolo (tramite compensazione in F24) le somme versate nel 2017 come contributo al Servizio

sanitario nazionale sui premi di assicurazione per la responsabilità civile, per i danni derivanti dalla

circolazione dei veicoli a motore adibiti a trasporto merci di massa complessiva a pieno carico non

inferiore a 11,5 tonnellate. Anche quest’anno, per la compensazione in F24, si utilizza il codice

tributo “6793”.

Purtroppo le somme riportate nel comunicato del MEF, disattendono le aspettative delle imprese: euro 51,00 oltre il comune e euro 17,85 in ambito comunale!

Con questa differenza, ogni impresa pagherà maggiori imposte per importi che vanno da 770 a 2.000 euro.

Questa la dichiarazione del presidente prov.le FITA CNA di Enna Giuseppe Glorioso, che aggiunge:

da questo si comprende come il Ministro non si cura minimamente di avviare un confronto con la categoria ed ascoltare le problematiche che ogni giorno affliggono le imprese di autotrasporto e che frenano il rilancio dell’economia!

È preoccupante che il Ministro Toninelli, assumendo questo atteggiamento, disattenda palesemente uno dei principali punti cardine sui cui si fonda il codice che regolamenta questo settore in caso di sciopero

Il sistema trasportistico italiano, è uno dei settori maggiormente colpiti dalla congiuntura economica: dal 2008 al 2017 26.946 imprese di autotrasporto cessate, l'emorragia è copiosa anche nella nostra piccola provincia.

Per risollevarlo occorrono immediati interventi sui mali endemici che affliggono Il settore dell'autotrasporto: estrema polverizzazione del settore, elevati costi di gestione e conseguente dumping sociale perpetuato dalle imprese estere, assenza di una incisiva politica europea che promuova condizioni di partenza uguali per tutti, carenza di valori indicativi di riferimento che garantiscano sicurezza stradale ed adeguatezza sociale.

In queste condizioni in Italia “sbarcano” ogni giorno flotte di camion targati Polonia, Romania, Bulgaria, Slovacchia ed altri Paesi dell’Est UE ; in questi territori il salario minimo di riferimento è inferiore a euro 500/mese mentre il costo del gasolio per autotrazione è pari a euro 1,09 per la Bulgaria, euro 1,16474 per la Polonia e di euro 1,26 per Romania e Slovacchia.

A maggio 2018 il prezzo del gasolio in Italia era pari a euro 1,50 : dai 24 ai 40 centesimi in più a litro!!

Per l’autotrasporto, provinciale, regionale e nazionale con queste differenze non c’è partita!